Dove eravamo rimasti?
Sapore di dolce, sapore di buono!
Silvana apre gli occhi e per un attimo fatica a mettere a fuoco la stanza. Poi, la realtà col suo tratto indelebile riaffiora e tutto prende forma, come nei puzzle, quando si trova quel pezzettino monocolore che stenta a trovare subito il suo posto.
Si stupisce di essere riuscita a dormire e anche bene. Gli ultimi giorni a casa sono stati una guerriglia urbana con le lenzuola e le occhiaie.
Prende il telefono, segna le 06:30. Ha tempo per farsi una doccia e scendere a fare colazione presto, senza correre il rischio di incontrare gli altri e dover sforzare un saluto o almeno un sorriso.
Dopo la doccia, guarda il suo viso riflesso nello specchio. E’ terribilmente pallido. Automaticamente, cerca con la mano il fondotinta, ma quando sta per stenderne un denso velo, si ferma. Riposa il tubetto e si lava le mani.
“Non ho bisogno di essere impeccabile. Non ho bisogno di nascondere il viso spento, gli occhi tristi, i segni delle notti agitate. Qui, non mi conosce nessuno. Qui, nessuno mi giudicherà, mi punterà il dito, mi befferà, riderà di me. Qui, sarò solo nessuno.”
Si veste con gesti lenti senza curare cosa indossa. Potrebbe infilarsi anche gli slip sui pantaloni senza accorgersene.
E’ pronta. Scende nella hall e l’istinto primordiale della fame le risveglia i sensi e l’olfatto la conduce attraverso un piccolo corridoio, fino alla sala colazione. Dalla porta giunge un odore di cornetti caldi e di marmellata. Odore di buono.
Silvana si scopre ad aver fame. Entra nella sala e la trova già occupata. Sono appena le 07:10. Ostenta sicurezza, i piedi le si muovono meccanicamente. La ragazza seduta alza lo sguardo, i loro occhi si incrociano. La giovane fa un debole sorriso, mentre Silvana accenna un impercettibile movimento della testa.
* * *
Marilù si stropiccia gli occhi come una bambina. O come una gatta. Le ossa le fanno male per la posizione. Per fortuna, è riuscita a prendere calore e a dormire. Anche se ultimamente, nonostante il problema la insegua costantemente, riesce a riposare, perché si sente stanca e spossata.
Allunga una mano e prende il cellulare per accenderlo. Trova una ventina di Whatsapp e un paio di messaggi. Ne digita uno velocemente e lo invia alla madre. Almeno per un po’ non la tempesterà di telefonate e non le stordirà le orecchie con le sue urla isteriche. “Che poi il problema è il mio, mica il suo!” – commenta ad alta voce.
Si alza e va in bagno. Si rinfresca il viso, ma non si cambia gli abiti. Sono stropicciati. Come i suoi occhi. Come i suoi pensieri. Come la sua vita.
Alle 06:50 è pronta per scendere. Ha una fame da lupi, tanto che il suo stomaco si esibisce come un tenore.
Trova in fretta la terrazza coperta dove si terrà la colazione. La tentazione è forte, ora. Vuole sbirciare. Si avvicina alle finestre e la vista le mozza il fiato. Una distesa di blu. E’ scuro il mare, quasi volesse far compagnia al suo umore. Come se volesse essere solidale con lei. Lo vede agitarsi e lambire la riva con violenza. Come se volesse possederla tutta. Così come il suo problema vorrebbe possedere tutta la sua vita.
Prende posto ad un tavolino, aspettando che finiscano di disporre le leccornie. Marilù pensa che potrà soddisfare ogni sua voglia senza occhi indiscreti. Ordina un cappuccino e un caffè alla signora. Poi si dirige al tavolo e si riempie un piatto con cornetti, burro e marmellata, una fetta di crostata alla nocciola, una di caprese e dei panini morbidi al latte. “Ci sta pure un succo d’ananas.” – si dice.
Si sta letteralmente sbafando, quando sente dei passi. Alza lo sguardo e incrocia il volto cereo di una donna.
* * *
“Spark pronto per la colazione?” – dice Enrico, passandosi una spruzzata di colonia.
Il cane è già vicino la porta, attento con le orecchie dritte ad ogni mossa o parola del suo padrone.
“La signora è stata veramente gentile, puoi fare anche tu colazione sul terrazzo.” – continua, prendendo il guinzaglio.
“Forza, amico mio! Comincia la nostra giornata. E la nostra battaglia. Incoraggio te per dare forza a me stesso.”
Enrico prende Spark in braccio ed esce dalla stanza. Non ha voglia di attendere l’ascensore, due piani a scendere è ancora capace di farli!
Varca la soglia della sala e vede che non è l’unico irriducibile mattiniero. Due ospiti hanno già preso posto.
Due donne sole.
Una ragazza dall’aria affamata, a giudicare dai piatti sul tavolo, ma col broncio e i gesti nervosi.
E una donna che dall’aspetto non sembra stia passando un bel momento.
“Buongiorno.” – saluta Enrico.
La ragazza agita la mano e la donna muove il capo.
Spark, eccitato, comincia ad abbaiare festoso, gli si lancia dalle braccia e corre verso la giovane.
“Chiedo scusa…se vi importuna…”
La donna scuote solo la testa.
“Ma no, lo lasci. Vieni qui, piccolino!” – dice la ragazza, coccolandosi Spark.
“Bene, allora do anch’io inizio alla tavola. Almeno, qui, posso mangiare senza quei gendarmi dei miei figli.” – pensa, afferrando la caprese e la fetta di una torta che ha l’aspetto di deliziare il palato.
E, forse, addolcire pure l’umore.
Chi romperà il ghiaccio? Silvana non comparirà tra le opzioni, perché al momento è la meno propensa al dialogo.
- La proprietaria dell'hotel. (26%)
- Marilù. (29%)
- Enrico. (45%)

07/07/2016 at 22:35
Grande finale, pink. Sai sempre rendere tutto meraviglioso con parole semplici, messaggi chiari e positivi. Una pessimista come me può solo che imparare che c’è anche un altro lato della medaglia. A volte lo dimentico, grazie anche per avermelo ricordato!
18/06/2016 at 19:41
Ciao pink
Finale filosofico e molto tenero, non deve essere stato facile mantenere la giusta atmosfera con il libro che ti abbiamo fatto scegliere. In fondo su questa piattaforma siamo tutti un po’ autostoppisti, quando ci facciamo trasportare da autori spesso sconosciuti all’interno dei loro mondi. Noi cerchiamo la nostra strada ma loro possono solo avvicinarci alla nostra meta. Quando scendiamo, qualche volta, proseguiamo con altri mezzi e ricambiamo il favore con qualche nuovo autostoppista.
Che tu sia autostoppista o autista, solo una cosa è importante:
Niente panico!
Ciao Ciao
17/06/2016 at 17:41
pink ha scritto l’ultimo capitolo, pink ha scritto l’ultimo capitolo!!!
Che finale 😀
“Ma non so se questo libro potrà darmi la soluzione.” – dice mogia Marilù.
“Non è il libro a dovertela dare, sarà il tuo cuore”. (Yessss. I libri possono aiutare, ma siamo noi alla fine a doverci risollevare).
“Escono dalla libreria, ognuno ha la propria copia tra le mani. Ognuno forse un po’ più sereno, forse più lucido, o forse ugualmente preoccupato, ma con la mente più aperta, sapendo che non si può scappare in eterno, che la fuga può essere uno stacco momentaneo, per poter poi tornare nella realtà e riprendere più forte di prima il cammino”. (Oh, sì. Perfetta frase, mi piace. Ora possono “tornare alla realtà” dopo un’esperienza di riflessione che, si spera, li aiuterà in futuro).
“Perché prendersi questa briga? Che senso ha? Non vale la pena farsi coinvolgere da niente”. (Non credo di aver capito esattamente il significato di questa frase, invece. Non bisogna lasciarsi abbattere da niente, per quanto possibile, ma se gli avvenimenti della nostra vita ci passassero accanto senza coinvolgerci beh… Non si tratterebbe proprio di vita).
Vedo che hai già cominciato una nuova storia (ma come fai?!) e quindi andrò a leggere presto 🙂
17/06/2016 at 09:17
Ah Ah, la Guida Galattica in chiave filosofico/psicoterapeutica!
Sono d’accordo col commento sotto, abbandoniamo questi tre all’inizio di un cammino. Mi aspettavo una storia completamente diversa, ma sta qui la bravura dell’autrice, condurci verso lidi per i quali solo lei conosce la strada. Approdiamo in una caletta serena e deserta e se non abbiamo il costume pazienza, possiamo nuotare in assoluta libertà!
Per dirti quanto mi è piaciuta la Guida Galattica, sappi che l’IA figlia di Enkidu è stata battezzata in onore di questo libro, perché Kalisa Dhui è in assonanza con Cālīsa du’ī che in nepalese vuol dire… quarantadue!
Ciao!
17/06/2016 at 09:24
Ahahah, ecco tu studi e io perdicchio tempo. 🙂 Ma il nepalese lo conosci di tuo? 😀
Non ricordo a chi lo dissi, ma mettere i titoli fu una scelta improvvisa, d’istinto, dettata dal momento… Poi, ho dovuto fare i conti… e mi è venuto fuori questo capitolo un poco diverso. Su una cosa ero certa, non avrei fatto un finale dove ognuno si dava una soluzione, non mi piaceva… questi tre avevano solo bisogno di liberarsi di un peso che si tenevano dentro, guardarlo da vicino e decidersi ad affrontarlo. Poi, come ognuno affronterà il suo, resterà nel loro intimo o nella testa di noi lettori!!! 😉
16/06/2016 at 15:16
Un finale che non conclude che lascia spazio al lettore di pensare a ciò che vuole. Cosa faranno questi tre? 🙂
Io intanto dico brava.
17/06/2016 at 09:20
Ciao Mrs! Ebbene sì… anche perché volendo mi era rimasto un solo capitolo e avrei dovuto gestire telegraficamente le loro conclusioni e non mi piaceva… 🙂
16/06/2016 at 10:06
Ciao Pink! Eccomi!
Veramente bello questo finale! Mi è piaciuto molto!
Non sappiamo quale strada decideranno di intraprendere i nostri tre protagonisti, ma sicuramente dirigeranno i loro passi verso un futuro diverso. Saranno forti e non si lasceranno abbattere, neanche dagli ostacoli più duri!
Grazie per questo bellissimo racconto! Ho visto che ne hai appena pubblicato un nuovo, perciò ci troviamo lì! 😉 Bacio! 😀
16/06/2016 at 10:09
Ciao Tia, aspettavo il tuo commento! *__* Grazie a te per accompagnarmi sempre. 🙂 Beh, niente panico, no? 😉 >Il tempo libero di questo periodo mi permette di dedicarmi alla scrittura… Io ci provo, insomma! 🙂 🙂 Bacioni
15/06/2016 at 15:56
CiaoPink, aspetto di leggere il tuo prossimo racconto. Mi fa sempre piacere leggerti. oggi ho letto un tuo articolo interessantissimo, tanto per essere sincera, e ho trovato la tua analisi molto ben data. Brava. per questo mi chiedo come mai invece in questo epilogo, proprio nella chiusa dici: non vale la pena farsi coinvolgere da niente. Mi pare che l’evoluzione della storia e dei personaggi ci avesse appena spiegato il contrario…
15/06/2016 at 16:15
Cara Amo, alla tua obiezione non ho proprio nulla da ribattere. Hai ragione, sembra andare nel senso opposto a tutta la storia. E’ una frase tratta dal libro e giustificandomi do questa visione: un monito per ricordare che nulla ci abbatte completamente.
Non so quale articolo tu abbia letto, ma il tuo commento mi fa onore e mi inorgoglisce. Grazie mille. 🙂
15/06/2016 at 12:58
Ciao Pinky 🙂 la morale di questo ultimo episodio capita a fagiolo in un periodo importante della mia vita 🙂 farò tesoro del tuo insegnamento 🙂
15/06/2016 at 15:22
Oh, perbacco! Beh, sono felice di questo commento… 🙂 a prestissimo caro Chris!
15/06/2016 at 12:44
Ciao,siamo alla fine,un po mi spiace,ma amo credere che i tre,all’inizio sconosciuti,continuino a coltivare la loro conoscenza e quell’embrione di amicizia. Bravissima,e adesso via subito col prossimo. Lo aspetto con simpatia. A presto
15/06/2016 at 15:24
Chissà come continuerà la loro vita! Come hai potuto notare non ho voluto fare nessun accenno ai loro “problemi”! A prestissimo, il nuovo incipit è pronto!
15/06/2016 at 08:18
Mi è piaciuta molto la frase finale di Enrico con gli indovinelli, meno quella di Silvana, col cammino impervio e il sole che splende: mi è smebrata un po’ forzata, pomposa ( giuro che ho cercato se ci fosse la parentesi con l’autore della citazione 🙂 ).
Ma il finale è davvero riuscito, e vero: inutile scappare, prima o poi i problemi bisogna affrontarli. E niente panico (lo ripeto sempre a mio figlio che dall’alto dei suoi 8 anni vive ogni contrarietà come la fine del mondo! 🙂 )
Alla prossima (prima o dopo le vacanze in Provenza?)
P.S. Prima o poi dovrò leggerla sta Guida, sono anni che certi amici nerd me la decantano. Ho visto il film e non mi ha convinto, ma immagino che il libro sia altra cosa.
15/06/2016 at 09:10
Come dicevo a Maria, di quella frase neanche io ero eccessivamente convinta, però non riuscivo a partorire nulla di meglio o di diverso e l’ho lasciata lì. Grazie Befana per avermi fatto compagnia… 🙂 Torno, torno… Ho un incipit già pronto (che pubblicherò penso a breve, non riesco a stare ferma) e poi sto “studiando” qualcosa di “diverso” dalle mie corde e vediamo un po’… Purtroppo per la Provenza manca ancora più di un mese… Uff! Il Luberon non sono riuscita ad inserirlo, ci sarebbero voluti più giorni…però Hyères, Porquerolles, il Verdon, Aix, Bonnieux, Grasse, Vence ci sono insieme a Nizza Cannes Antibes… Ci vorrebbe almeno un mese…
P.S. ti rispondo al ps col ps, non rientra nei miei generi preferiti, però è carino e simpatico. Ci sono affezionata perché me lo regalarono in un momento triste della mia vita in cui anche una caduta di ciglia era vista come un evento catastrofico.
15/06/2016 at 12:23
Vedrai quant’è bella Porquerolles, anche se tra un mese sarà zeppa di gente, la spiaggia Notre Dame(l’anno scorso fu designata più bella spiaggia d’Europa) è un puro incanto.
Ma se passate da Hyères e vi va, contattami, sarà un piacere farvi da guida (più o meno) e conoscere la persona dietro lo pseudonimo “rosato”:
mareziahoo@yahoo.it
Se vi va.
Ciao
15/06/2016 at 16:11
Purtroppo Agosto è così… Ho visto le foto e sono incantevoli, non ne conoscevo veramente l’esistenza. 🙁 Annoto con piacere il tuo contatto, sarebbe una bella cosa. 🙂 🙂
A presto!!! 😀
15/06/2016 at 07:41
Bel racconto.
Nel finale, solo le ultime parole di Silvane mi sono sembrate declamate, poco naturali.
al prossimo.
🙂
15/06/2016 at 08:57
Ciao Maria, innanzitutto grazie mille per avermi fatto compagnia per tutto il viaggio. Grazie. 🙂 Su quella frase non ero molto convinta però purtroppo non mi veniva nulla di meglio o di diverso.
14/06/2016 at 22:48
Clap! Clap! Clap! Clap!
Ciao 🙂
15/06/2016 at 08:53
^__^ *__* Troppoooo buono! 🙂
14/06/2016 at 19:47
Niente panico!
Pinkerella tornerà più forte di prima 😉
Complimenti e al prossimo 🙂
15/06/2016 at 08:53
ahahah. Grazie mille, Danio… 🙂
14/06/2016 at 18:43
Un finale bellissimo!
Ho adorato questo finale dalla prima parola all’ultima. Davvero, bravissima!
Enrico che aiuta le altre due a trovare sicurezza in sé stesse tramite un libro: è assolutamente geniale! 😀
Fantastico. Questa storia mi ha fatto riflettere parecchio, come hai notato anche tu stessa, in molte parti. Per questo motivo mi è piaciuta particolarmente e penso sia una delle più belle che io abbia letto.
A presto, Pinkerella!! Attendo l’inizio di una tua nuova storia!!
15/06/2016 at 08:55
Ivana ne sono felicissima. Sono queste parole che mi danno il coraggio e poi la forza di continuare. 🙂 Grazie mille. *__* Beh, non ricordo se lo scrissi a te, misi i titoli sulla spinta dell’istinto, senza sapere assolutamente come legarli poi al racconto. Alla fine, ho pensato così e mi pare sia piaciuta! A prestissimo. 🙂
14/06/2016 at 17:38
Un finale diverso, senza accennare ai pensieri post-confessione. Mi è piaciuto. Ciao
14/06/2016 at 18:21
Mi fa piacere. Grazie mille. 😉
14/06/2016 at 17:01
Un viaggio nell’animo umano, attraverso storie di gente comune per condurci di fronte a quella verità che spesso non si vuole vedere: prima o poi il viaggio finisce e si deve necessariamente tornare a casa, affrontare ciò che ci spaventa, avere il coraggio di prendere una decisione per quanto dolorosa possa essere. Sono contenta di aver intrapreso questo viaggio con te, soprattutto in questo momento della mia vita. Un’altra lezione che mi terrò stretta 😉
Un abbraccio.
14/06/2016 at 17:24
Grazie mille, Anna. Il tuo è un complimento bellissimo… Grazie a te di avermi fatta compagnia e aiutata a crescere in questo breve viaggio. 🙂 🙂
14/06/2016 at 10:50
Cara pinkerella,
Nel mio primo racconto c’è un riferimento alla Guida Galattica, anche se è decisamente nascosto e… cerco un aggettivo… mi viene ‘maccheronico’. In realtà c’è anche nel racconto in corso. Per cui non potrei votare altro. Molto toccante e molto vera l’ultima considerazione di Enrico: nonostante tutto l’ultimo augurio è per i figli.
Ciao a presto!
14/06/2016 at 15:47
E Guida è stata! Grazie mille Jaw per avermi seguito e accompagnato in questo racconto. 😉
A presto
13/06/2016 at 11:28
John Fante sicuramente. Spaccati di vita vera. 🙂
14/06/2016 at 10:29
Grazie mille, Fiore. 😉