Dove eravamo rimasti?
Una di quelle giornate?
***, 4 aprile 2016, lunedì. Ore: 9.25
S: Quel binario della stazione di ***, che volge ad occidente, tra due catene ininterrotte di ferraglia, sembra, quasi a un tratto, stridere per l’avvicinarsi di un treno
T: Tutto questo per dirmi che è arrivato?
S: Esatto 😀
T: Solo tu puoi aspettare un treno con Manzoni 🙂
Bene! Sarò al solito posto
Con un po’ di fatica, Sabrina sale sulla carrozza di testa e, scavalcati due passeggeri già seduti, accomoda le sue gambotte avvolte nei soliti pantaloni eleganti su un sedile interno, vicino al finestrino. Di fronte a lei c’è una ragazza, intenta alla lettura, che alza lo sguardo e poi torna a fissare le pagine. Con una certa invidia Sabrina guarda le gambe che quella ha spostato per farle spazio: sono coperte da vecchi jeans, ma si vede che sono magre e ben fatte.
Le mie, invece, sembrano due grossi salami incastrati nello spago, pensa Sabrina con tristezza. Senza farsi vedere, tira fuori il cellulare e scatta una foto: vuole mandarla a Tommaso, ma sa già come finirebbe la conversazione, con un Ma smettila!
Meglio di no. Non vuole umiliarsi e nemmeno far notare a Tommaso che in giro ci sono tante belle sventole da accalappiare.
Chissà perché perde tempo con me, si chiede titubante. Non riesce a credergli davvero, quando le dice che lei gli piace così.
Certe giornate storte producono tante domande sbagliate nel cervello. Oggi è una di quelle giornate.
Maledetto tarassaco, impreca Alice per la centesima volta dalla sera precedente. Ieri le bambine hanno voluto giocare con i fiori e, per appiccicarsi dei botton d’oro sulle guance, sulla fronte e sulle tempie, hanno usato il succo bianco del tarassaco – l’ingegno dei piccoli!
Peccato che nemmeno Alice sapesse che quel succo è irritante, tanto più per una pelle chiara e delicata come la sua. Non solo all’inizio è diventata tutta rossa, ma durante la notte si è anche riempita di bolle gialle orribili, che Alice cerca di nascondere dietro i capelli, ma che ogni tanto controlla specchiandosi nello schermo del telefono.
Non le è mai piaciuta la sua pelle, su cui si vede ogni imperfezione e che non le fa mai da schermo quando arrossisce, ma anzi fa risaltare l’affluenza del sangue sulle guance.
Come se non bastasse, la ragazza che si è seduta di fronte a lei ha una pelle di pesca, due occhioni azzurri da svenire e capelli biondi voluminosi e ben ravviati.
Ad Alice capita di fissare le altre ragazze: trova quella con lo sguardo più luminoso, quella il cui naso farebbe fare al mondo una capriola, quella che si veste meglio di lei – cosa non da molto, a dire il vero.
Trova il proprio atteggiamento meschino e inutile, ma ogni tanto non riesce a farne a meno: deve compararsi con tutte, e perde sempre.
Ha sempre perso, dalle scuole medie in poi, quando occhiali e frangia le nascondevano il viso quel tanto che bastava da farla sfuggire agli sguardi maligni riservati ai secchioni noiosi della classe. Non è mai riuscita a trovarsi carina.
Sospira, lanciando un’occhiata alle unghie perfette della passeggera bionda, e poi un’ultima al terribile sfregio che ha sulla fronte.
Sì, dev’essere una di quelle giornate.
Ad un certo punto, a quella specie di stangona coi capelli rossi squilla il cellulare e lei risponde prontamente. A Sabrina non piace ficcare il naso negli affari degli altri, ma non può fare a meno di sentire.
“Pronto, ma’? Sì, dimmi. La dermatologa? Ma non ce n’era bisogno! E cosa dice? Cortisone addirittura? E pomata. Niente sole. Ah. Quindi passo in farmacia. Va bene. Ok. Lo dirò subito anche alle bambine. Sì graz-ok. A più tardi. Grazie. Ciaociao”.
La dermatologa? si domanda Sabrina. E a che le servirebbe?
Poi, la ragazza di fronte scosta i capelli per guardarsi le tempie e Sabrina vede delle chiazze rosse e un po’ gonfie, grandi quanto un’oliva. Bruttine, in effetti.
Però andranno via entro domani, mentre la mia massa corporea mi accompagnerà in giro per il resto dei miei giorni.
Tutti raccattano le proprie cose per prepararsi a scendere.
La ragazza si guarda di nuovo, con sguardo preoccupato, sbuffa, poi fissa Sabrina e le sorride, come per scusarsi di essere stata una compagna di viaggio così irritata e irritante.
E improvvisamente a Sabrina risulta più… forse non proprio simpatica, però di sicuro più simile a lei. Un’altra ragazza che non si piace.
Sorride di rimando, poi prende il coraggio a due mani e le dice, mentre si alza: “Non si vedono così tanto”.
L’altra la guarda stupita.
“Sì, insomma”, continua Sabrina inceppandosi, “sei tu a vederle così enormi, ma non si notano. Si nota molto di più tutta questa trippa”, aggiunge strizzandosi la pancia.
Poi sorride di nuovo e sparisce tra la folla, afferrando la gratitudine della ragazza con un ultimo gesto di saluto.
Forse, alla fine, non sarà una cattiva giornata.
Alice resta immobile per un attimo, confusa.
“Ma cosa dici? Nessuno nota la pancia”, vorrebbe rispondere. “Guardati bene: hai due pezzi di cielo in faccia”.
Ma l’altra è già scappata via.
Tutto sommato, forse non è una di quelle giornate.
È stata dura scendere a 5000, stavolta! Spero di non aver sacrificato troppo. La prossima volta... (con motivazione, se possibile):
- Il matto (68%)
- Un distinto signore (9%)
- I sorrisi di un bambino (23%)

27/09/2018 at 23:37
Chiara!
Solo rileggendoti ho avuto la piena consapevolezza di quanto tu mi sia mancata 😀
Sono felice che ti sia fatta viva!
Ciao, a presto
19/09/2018 at 12:05
Mi mancavano molto le tue emozioni scritte.
Un delizioso finale, dallo spirito pendolare, l’ho apprezzato pienamente, nonostante la mia avversione per il duo Battisti-Mogol.
Spero di rileggerti, in ogni caso, ti auguro un mondo di cose belle 🙂
17/09/2018 at 06:46
Ciao Chiara.
Felice di leggere il tuo ritorno. Stiamo tornando in tanti.
Ho letto finalmente la tua risposta al mio vecchio commento e gli ultimi due episodi. Spero che questo significhi che inizierai presto un nuovo racconto?
Mi è piaciuto il nono episodio. Anche il decimo. L’unica cosa che ti faccio notare è l’assenza di una trama: che non è detto che sia un male.
Grazie e alla prossima.
13/09/2017 at 22:38
Ciao, Chiara!
Che capitolo meraviglioso! Ora capisco perché sentivo tanto la mancanza delle tue storie. Riesci ad esprimere i pensieri con dolcezza e ogni volta lanci messaggi profondi. Complimenti! ^__^
Anche se in minoranza, voto “energia e rock” e ti propongo una canzone che adoro di uno dei miei gruppi preferiti: “Highway to hell” degli AC/DC.
Un abbraccio. A presto! 🙂
31/08/2017 at 13:14
Ciao Chiara, mi dispiace tanto di essere arrivata solo ora, ma da un lato leggere tutti i capitoli in una volta mi è piaciuto molto, perché mi hai fatto immergere in un’atmosfera meravigliosa, fatta di sguardi e sorrisi.
Sai essere profonda e leggera al tempo stesso, e ogni tuo capitolo è pieno di significato.
Ho apprezzato moltissimo molti dei messaggi che hai dato, in particolare con questo capitolo 9 e con quello del bimbo meraviglioso.
Ero molto indecisa sulla scelta finale, ma mi ha fatto sorridere il POPolare, e ho optato per quello, seppure non mi venga in mente una particolare canzone da consigliarti e penso lascerò la scelta a te…☺️
Una frase che mi è piaciuta moltissimo è questa:
“le parole non possono uscire a comando e, a volte, dobbiamo ascoltare le nostre dita e seguirle fin dove ci conducono. Loro sanno quali sono i binari giusti.”
Davvero stupenda, mi ha fatto riflettere tanto.
Anche quando hai descritto le giornate sì e quelle no, nel capitolo del bimbo, mi hai colpito, perché a volte è proprio così.
Buona giornata, non vedo l’ora di leggere il finale!?
24/08/2017 at 22:58
Ciao Chiara, era da tempo che volevo leggere la tua storia e finalmente eccomi qui.
Mi piace tanto l’idea di proporre un frammento di vita quotidiana in ogni capitolo, brava davvero. Aspetto il finale 🙂
Ps: il mio preferito è stato il settimo capitolo, ma in ogni episodio ho trovato qualcosa di familiare.
A presto!
01/06/2017 at 03:48
Sono arrivato un pò tardi, al nono capitolo, ma complimenti sinceri! L’ho letto tutto di fila! e non posso far altro che concludere con ENERGIA E ROCK!
08/05/2017 at 19:33
Semplicità, quindi POPolare italiano 😉
Ciao Chiara, felice che tu abbia ripreso a scrivere questo racconto e, nel caso non l’avessi fatto, complimenti per la copertina.
Un abbraccio
12/03/2017 at 14:54
Avrei detto qualcosa di POPolare, ma anche la musica classica va bene. 🙂
11/03/2017 at 23:51
Ciao,
capacità descrittiva e immersiva notevole, dopo questi capitoli mi sembra di aver viaggiato pure io negli ultimi 30 minuti hahaha.
energia e rock, ma vedo che sono in minoranza purtroppo.
a presto,
Istinto
15/03/2017 at 09:41
Ciao,
Che meraviglia avere un nuovo lettore, grazie! E grazie soprattutto perché è molto raro che qui qualcuno decida di spararsi le storie che sono già avanzate di più di 4 capitoli. E poi ti ringrazio anche per le tue parole, perché sembra che il mio obiettivo sia stato raggiunto, se sei riuscito a viaggiare con me 🙂
Chissà che non vinca comunque la tua opzione.
A presto!
07/03/2017 at 12:51
Temo di non avere speranza perchè mi sono buttata sul popolare italiano….
sono contenta che tu sia tornata, anche se per poco, ma conto di leggerti ancora, Chiara. Perchè è un piacere leggere buone penne e privarsene è sempre un piccolo dolore. In quanto a questo viaggio devo ammettere che è stato bellissimo, come gli altri viaggi fatti episodio dopo episodio, certo, ma stavolta con una coscienza diversa, ancora più toccante.
Al gran finale! 😉
10/03/2017 at 11:01
La speranza è l’ultima a morire… E perché mai dovrebbe essere scarsa col popolare italiano? 😉
Grazie mille, AmoMarta. Mi hai fatto un complimento enorme dandomi – proprio tu! – della “buona penna” e dicendomi che hai apprezzato questo episodio. Grazie grazie.
Al gran finale! 😀
06/03/2017 at 15:29
Ciao! 😀
Bentornata, Chiara! Accidenti, che bello questo racconto! Poche battute, un incontro tra mondi diversi, un piccolo gesto che va dritto al cuore del lettore. Complimenti! ^-^
Per l’ultimo capitolo voto eleganza e musica classica.
Alla prossima!
10/03/2017 at 10:59
Ciao Mika!! 😀 Grazie, e bentornata qui anche a te. Sei in fase di scrittura, vero? Aspetto il prossimo episodio… Ci avviciniamo alla fine di entrambi i nostri racconti.
A presto!
26/04/2017 at 09:42
Mi sono resa conto che nessuno di voi ha specificato una traccia in particolare, e a me servirebbe tantissimo un po’ di ispirazione musicale per questo ultimo capitolo. Quindi, visto anche che il tuo capitolo 8 era finito con la scelta fra tre tracce, ti chiedo che cosa vorresti sentire 🙂
E poi… Mika, dove sei finita?! “Il Sigillo del Demone” attende :*
06/03/2017 at 08:23
Ciao Chiara
in poche righe, sei riuscita i a catturare un momento di vita, carico di sentimento e emozioni.
Brava.
PS curiosa l’immagina capovolta del profilo, alla maniera “Baselitziana”.
10/03/2017 at 10:50
Maria, ti ringrazio moltissimo per essere passata pur dopo la mia lunga assenza, e per le tue parole! 🙂
Per il PS, quella è l’immagine che ho avuto fin dall’inizio dell’iscrizione sul sito. In realtà Baselitz non è stato la mia fonte d’ispirazione, semplicemente perché quella foto è stata scattata davvero al contrario 😀 E in uno dei posti che più ho amato al mondo.