Dove eravamo rimasti?
Pelle nera e seta rossa
Tutte le metropolitane all’ora di punta sono uguali, ogni metropolitana semivuota è semivuota a modo suo.
Se la metro nell’ora di punta – sia essa l’underground di Londra, il metrò di Parigi o quello di Milano – sa trasformarsi nell’incubo ricorrente di qualsiasi passeggero, i vagoni si fanno leggeri e spaziosi durante gli orari meno frequentati. Diventa allora quasi piacevole lasciarsi trasportare da questo mezzo che scivola sulle rotaie e stride anche meno del solito, non dovendo sopportare un carico imbronciato e sudaticcio.
È sulla metro semivuota che si intrecciano storie senza che si aggroviglino braccia e capelli; è quando non c’è un’enorme massa di persone che è possibile notare i singoli.
Sulla metro semivuota ci si può sedere accanto alla signora cinese di via Paolo Sarpi e sentirla parlare velocissima al telefono nella sua lingua; si possono incontrare i suonatori di violino che strimpellano la Primavera coprendo lo sferragliare; si possono anche prendere appunti sui libri che leggono le persone sedute di fronte a te, perché riesci a vederli.
È da un po’ che G. si diverte ad osservare la gente che legge, sforzandosi di sbirciare le copertine per poi segnarsi i titoli dei libri che riposano tra le mani delle persone, sui treni di superficie e su quelli sotterranei.
Oggi, quando G. sale sulla metro, non è orario di punta. Sospira, rilassandosi sul sedile e sistemando lo zaino pesante tra i piedi.
Controlla veloce il cellulare – l’orario, i messaggi e poi di nuovo l’orario, che si è dimenticata – per poi bloccare lo schermo e alzare finalmente lo sguardo sugli altri passeggeri.
Fermata L**. Apertura porte a destra. Doors open on the right
Proprio di fronte a lei, una donna legge un libro. È elegantissima: indossa un vestito di seta rossa – si vede dalla lucentezza morbida della stoffa – ed è seduta in modo da toccare il meno possibile il sedile; se potesse, leviterebbe a mezzo centimetro dalla plastica blu su cui si è seduto chissà chi. G. sorride.
Prossima fermata. Next stop. M**
La borsetta, tenuta gelosamente e un po’ istericamente sulle gambe, è rossa, e rossa è anche la sua sciarpina, la bocca sottile; note di rosso ci sono anche sulla copertina del libro che legge. Solo le scarpe col tacco sono bianche, invece, immacolate.
Fermata M***. Apertura porte a sinistra. Doors open on the left
G. sbircia di tanto in tanto il libro; sembra un romanzo breve per signore, e l’ha già visto: sua nonna l’ha letto, gliene ha parlato…
Prossima fermata. Next stop. P**
Dieci donne, di Marcela Serrano. Soddisfatta, G. lo scrive sulla pagina di note del cellulare e si addentra nei meandri dei social, scorrendo le notizie disinteressata. Il tragitto è lungo.
Fermata P**. Apertura porte a sinistra. Doors open on the left
Un passeggero particolarmente rumoroso scuote il pavimento con i suoi passi pesanti da anfibi scuri e tanto G., quanto la signora cinese di via Paolo Sarpi, quanto la donna in rosso alzano gli occhi, trovandosi davanti una chiazza di nero indistinta.
Un uomo – quarant’anni, abbronzato, occhiali da sole, pantaloni di pelle nera, canottiera nera, anello al dito e drum dietro l’orecchio – lancia uno zainetto nero su un sedile e poi si sbatte senza cerimonie a destra della donna rossa, con le gambe aperte e le spalle appoggiate allo schienale.
La signora, silenziosa, fa qualche impercettibile spostamento verso sinistra, ostentando un certo contegno ma severamente scioccata dal personaggio.
Prossima fermata. Next stop. G**
L’uomo in nero gira la testa per fissare, da sotto le lenti scure, tutti gli altri passeggeri, e li può vedere bene, come loro possono vedere lui, perché oggi c’è che la metro è semivuota.
Tira su rumorosamente col naso, forse aspirando il profumo delicato della donna in rosso, verso cui infatti si gira. Le labbra della signora sono ancora più tese e tirate, come se si stesse trattenendo dall’esplodere.
Fermata G**. Doors open on the right.
L’uomo nero si toglie gli occhiali da sole, forse per guardare meglio la donna impettita che ha di fianco, mentre gli altri guardano la scena divertiti; la povera signora vorrebbe scomparire inghiottita dalla terra, e sembra che stia pensando di scendere il prima possibile, dovesse anche farsi chilometri traballando sui tacchi. Chiude il libro e lo ripone, quasi per prepararsi.
Prossima fermata. Next stop. M** Corrispondenza con metropolitana M3. Connection with underground line 3
Gli occhiali da sole tornano al loro posto e l’uomo si tira a sedere più dritto, in ascolto dell’altoparlante, lasciando perdere la signora rossa, che si rilassa visibilmente quando lo sguardo insistente la lascia.
L’uomo fruga nello zaino per cercare qualcosa, controlla un foglietto, le porte si aprono e una voce meccanica ripete:
Fermata M**
Dev’essere la sua. L’uomo in nero raccatta le sue cose, prende il drum da dietro l’orecchio e scende lanciando un ironico bacio alla signora, che quasi accenna un sorriso.
Le porte si chiudono.
Improvvisamente, la metro sembra più vuota e silenziosa.
Ritorno alla normalità totale, alla quotidianità. E la prossima volta?
- Sonno (12%)
- Amore silenzioso (46%)
- Scippatori (42%)

27/09/2018 at 23:37
Chiara!
Solo rileggendoti ho avuto la piena consapevolezza di quanto tu mi sia mancata 😀
Sono felice che ti sia fatta viva!
Ciao, a presto
19/09/2018 at 12:05
Mi mancavano molto le tue emozioni scritte.
Un delizioso finale, dallo spirito pendolare, l’ho apprezzato pienamente, nonostante la mia avversione per il duo Battisti-Mogol.
Spero di rileggerti, in ogni caso, ti auguro un mondo di cose belle 🙂
17/09/2018 at 06:46
Ciao Chiara.
Felice di leggere il tuo ritorno. Stiamo tornando in tanti.
Ho letto finalmente la tua risposta al mio vecchio commento e gli ultimi due episodi. Spero che questo significhi che inizierai presto un nuovo racconto?
Mi è piaciuto il nono episodio. Anche il decimo. L’unica cosa che ti faccio notare è l’assenza di una trama: che non è detto che sia un male.
Grazie e alla prossima.
13/09/2017 at 22:38
Ciao, Chiara!
Che capitolo meraviglioso! Ora capisco perché sentivo tanto la mancanza delle tue storie. Riesci ad esprimere i pensieri con dolcezza e ogni volta lanci messaggi profondi. Complimenti! ^__^
Anche se in minoranza, voto “energia e rock” e ti propongo una canzone che adoro di uno dei miei gruppi preferiti: “Highway to hell” degli AC/DC.
Un abbraccio. A presto! 🙂
31/08/2017 at 13:14
Ciao Chiara, mi dispiace tanto di essere arrivata solo ora, ma da un lato leggere tutti i capitoli in una volta mi è piaciuto molto, perché mi hai fatto immergere in un’atmosfera meravigliosa, fatta di sguardi e sorrisi.
Sai essere profonda e leggera al tempo stesso, e ogni tuo capitolo è pieno di significato.
Ho apprezzato moltissimo molti dei messaggi che hai dato, in particolare con questo capitolo 9 e con quello del bimbo meraviglioso.
Ero molto indecisa sulla scelta finale, ma mi ha fatto sorridere il POPolare, e ho optato per quello, seppure non mi venga in mente una particolare canzone da consigliarti e penso lascerò la scelta a te…☺️
Una frase che mi è piaciuta moltissimo è questa:
“le parole non possono uscire a comando e, a volte, dobbiamo ascoltare le nostre dita e seguirle fin dove ci conducono. Loro sanno quali sono i binari giusti.”
Davvero stupenda, mi ha fatto riflettere tanto.
Anche quando hai descritto le giornate sì e quelle no, nel capitolo del bimbo, mi hai colpito, perché a volte è proprio così.
Buona giornata, non vedo l’ora di leggere il finale!?
24/08/2017 at 22:58
Ciao Chiara, era da tempo che volevo leggere la tua storia e finalmente eccomi qui.
Mi piace tanto l’idea di proporre un frammento di vita quotidiana in ogni capitolo, brava davvero. Aspetto il finale 🙂
Ps: il mio preferito è stato il settimo capitolo, ma in ogni episodio ho trovato qualcosa di familiare.
A presto!
01/06/2017 at 03:48
Sono arrivato un pò tardi, al nono capitolo, ma complimenti sinceri! L’ho letto tutto di fila! e non posso far altro che concludere con ENERGIA E ROCK!
08/05/2017 at 19:33
Semplicità, quindi POPolare italiano 😉
Ciao Chiara, felice che tu abbia ripreso a scrivere questo racconto e, nel caso non l’avessi fatto, complimenti per la copertina.
Un abbraccio
12/03/2017 at 14:54
Avrei detto qualcosa di POPolare, ma anche la musica classica va bene. 🙂
11/03/2017 at 23:51
Ciao,
capacità descrittiva e immersiva notevole, dopo questi capitoli mi sembra di aver viaggiato pure io negli ultimi 30 minuti hahaha.
energia e rock, ma vedo che sono in minoranza purtroppo.
a presto,
Istinto
15/03/2017 at 09:41
Ciao,
Che meraviglia avere un nuovo lettore, grazie! E grazie soprattutto perché è molto raro che qui qualcuno decida di spararsi le storie che sono già avanzate di più di 4 capitoli. E poi ti ringrazio anche per le tue parole, perché sembra che il mio obiettivo sia stato raggiunto, se sei riuscito a viaggiare con me 🙂
Chissà che non vinca comunque la tua opzione.
A presto!
07/03/2017 at 12:51
Temo di non avere speranza perchè mi sono buttata sul popolare italiano….
sono contenta che tu sia tornata, anche se per poco, ma conto di leggerti ancora, Chiara. Perchè è un piacere leggere buone penne e privarsene è sempre un piccolo dolore. In quanto a questo viaggio devo ammettere che è stato bellissimo, come gli altri viaggi fatti episodio dopo episodio, certo, ma stavolta con una coscienza diversa, ancora più toccante.
Al gran finale! 😉
10/03/2017 at 11:01
La speranza è l’ultima a morire… E perché mai dovrebbe essere scarsa col popolare italiano? 😉
Grazie mille, AmoMarta. Mi hai fatto un complimento enorme dandomi – proprio tu! – della “buona penna” e dicendomi che hai apprezzato questo episodio. Grazie grazie.
Al gran finale! 😀
06/03/2017 at 15:29
Ciao! 😀
Bentornata, Chiara! Accidenti, che bello questo racconto! Poche battute, un incontro tra mondi diversi, un piccolo gesto che va dritto al cuore del lettore. Complimenti! ^-^
Per l’ultimo capitolo voto eleganza e musica classica.
Alla prossima!
10/03/2017 at 10:59
Ciao Mika!! 😀 Grazie, e bentornata qui anche a te. Sei in fase di scrittura, vero? Aspetto il prossimo episodio… Ci avviciniamo alla fine di entrambi i nostri racconti.
A presto!
26/04/2017 at 09:42
Mi sono resa conto che nessuno di voi ha specificato una traccia in particolare, e a me servirebbe tantissimo un po’ di ispirazione musicale per questo ultimo capitolo. Quindi, visto anche che il tuo capitolo 8 era finito con la scelta fra tre tracce, ti chiedo che cosa vorresti sentire 🙂
E poi… Mika, dove sei finita?! “Il Sigillo del Demone” attende :*
06/03/2017 at 08:23
Ciao Chiara
in poche righe, sei riuscita i a catturare un momento di vita, carico di sentimento e emozioni.
Brava.
PS curiosa l’immagina capovolta del profilo, alla maniera “Baselitziana”.
10/03/2017 at 10:50
Maria, ti ringrazio moltissimo per essere passata pur dopo la mia lunga assenza, e per le tue parole! 🙂
Per il PS, quella è l’immagine che ho avuto fin dall’inizio dell’iscrizione sul sito. In realtà Baselitz non è stato la mia fonte d’ispirazione, semplicemente perché quella foto è stata scattata davvero al contrario 😀 E in uno dei posti che più ho amato al mondo.