Storie su ruote

Dove eravamo rimasti?

È stata dura scendere a 5000, stavolta! Spero di non aver sacrificato troppo. La prossima volta... (con motivazione, se possibile): Il matto (68%)

Non è Guccini

“È COLPA SUA, EH!”.

Colpa sua ma sua di chi? Sua di lei eh o mia?, colpa di cos…? – Ahia, tira questo stupido maledetto schifoso scotch sulla benda – sarà pure sporco eh – “EH SÌ CHE FA MALE, EH”.

Ma che si guarda quella vecchia elegantona laggiù? Storce il naso magari sente odore catt… – ma che poi eh quando mi lavo mica la posso togliere questa benda di merda dalla test… – “EH SÌ CHE TIRA LA PELLE” – oh ma non mi risponde manco mi guarda – “E VAFFANCULO EH”.

Vuoto c’è sempre attorno quando parlo che parlo ma ascolta qualcosa qualcuno? – “E CHI LO SA?”.

Volume troppo alto lei mi diceva di non urlare me lo diceva sempre quando alzavo la v… – e mi diceva ma dai non gridare che tanto ti sento ma solo io devo sentirti mica tutta la cazzo di strada.

Ma tanto qui la strada non c’è – “EH NO” – solo i binari ci sono che corrono avanti li vedi e mò arriva il treno sì che scivola sulle cose lì le rotare rotanti eh. E fai la giravolta va “LA GIRAVOLTA, EH”.

E quanto tempo ci mette ‘sto fottuto treno ad arriv… – che merda di mani callose come i rami sì rami tutti annodati nodosi rugosi le dita – “EH SÌ, GUARDA” – cazzo ti sposti signore che con te parlo e che mi devi sentire solo tu mica tutta la cazzo di strad… – no di banchina banchetto che fame.

“E QUELLA MANGIA” – quella ragazza là divora una pizza ma la vedi che pizza enorme è molle che schifo che cola giù tutto l’olio sul mento eh però almeno lei mangia e poi mi guarda mica fa finta che sono un fantasma lo vedi che lei mi vede e quindi magari mi sente pure che parlo di lei e mi deve sentire solo lei mica tutta la cazzo di banchin…

Lei me lo diceva ma dai non gridare papà – papà mi diceva mi chiamava papà – ma coi papà bisogna restare finché non se ne stanno nella fottuta tromba tomba tombino – sulla banchina i tombini non ci sono ma ci piove anche qui eh non lo sanno gli stronzi? – “PIOVE ANCHE QUI EH! VAFFANCULO” – vaffanculo eh da parte della banchina che anche a lei le tombe servono – no, i tombini.

Le tombe pure che ogni tanto qualcuno sotto un treno ci resta secco come la Giovanna eh sì come la Giovannina – bella – che lei mica ci è finita si è buttata sotto e la tomba dov’è – “EH, TU CHE CAZZO NE SAI?” – che ne sai della tomba che tomba non c’è della Giovanna e che se urlo parlo con lei che lei sì che mi deve sentire è lontana eh.

Ma dai non gridare papà – “EH MA NON GRIDARE” – che tanto solo io devo sentirti – eh ma no Michela che la mamma mi deve sentire e deve sapere che stiamo bene che tu stai bene – che ci fai con un dannato vecchiaccio così eh che ci fai – “E CHE CI FAI?” – e poi mi dici papà io me ne vado ma coi papà dovresti restare finché non se ne stanno sottoterra rigidi come i soldatini di piombo che tu ci giocavi coi soldatini di piombo e la Giovanna ti raccontava le storie con le fatine del cazzo e a te ti piacevano i soldatini – e mamma raccontami la storia del soldatino di piombo mica delle fatine del caz… – “EH MA CAZZO MICA SI DICE EH” – e la Gio faceva la faccia faceva la faccia come quella ragazza che ha finito la pizza e che guarda ma allora vedi che non sono mica un fantasma ancora e non sono nella tomba e allora la Michela dov’è?

E che vuole questa adesso che mi guarda così come la Gio guardava la Michi per sgridarla con gli occhi che gli occhi fanno più male dello schiaffo con la mano ogni tanto se li sai usarli nel modo gius… – “EH NON SONO CAPACE IO E TU?” – sì tu ragazza che guardi che manine unte di pizza che fame – anche tu c’avresti detto alla Michi che i soldatacci sono per i bambini maschi – “MA CHE STRONZATA” – e allora io alla Gio ci dicevo che mica era vero e di raccontarle la storia che voleva del soldatino di piombo che a lei le piaceva di più e tanto che male c’er… – che male c’è? – “E RACCONTAGLIELA ‘STA STORIA” – e raccontagliela Giovanna dai su.

Che poi ci resta secchissimo il soldatino ma secco proprio che prima il fuoco lo secca e poi secca pure lei eh la ballerina di car… – che ci credo la carta nel fuoco nera accartocciata accartacciata – pesce al cartoccio faceva la Gio ma poi lo bruciava ogni tanto – “EH SÌ” – come la ballerina di carta ballava ballava nel vento e poi puf! – “NEL FUOCO, DANNAZIONE” – ma tu la sai la storia ragazza della pazza pizza che guarda con lo sguardo della mia Giovanna eh?

Alla Michi ci piaceva la storia del soldatino che coi soldatini lei ci giocava mica con le bambole e ci giocava con me che ci facevo tutte le voci e allora se urlavo mica me lo diceva dai non gridare papà che tanto ti sent… – quello me lo diceva la Gio – e la Michi rideva rideva come una pazza – ma dopo che è cresciuta non le andava più bene se gridavo e non ha aspettato che il suo papà è nella tomba – “EH NO” – se n’è volata via sì come la ballerina di carta ma io spero che poi non si brucia la Michi perché prima deve tornare.

Perché la storia finisce così che trovano la mattina la carta accartacciata e un cuoricino di piombo – “EH SÌ” – il mio ma se almeno lei non torna che tu non puoi – “GIOVANNA” – io che ci sto a fare qui?

Questo capitolo è un esperimento e non so come sia venuto. Sarà molto difficile da leggere, temo, ma ditemi. La prossima volta:

  • Amore silenzioso (35%)
    35
  • Trucchi nella trousse (25%)
    25
  • Pelle nera e seta rossa (40%)
    40
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357 Commenti

  • Ciao Chiara.

    Felice di leggere il tuo ritorno. Stiamo tornando in tanti.

    Ho letto finalmente la tua risposta al mio vecchio commento e gli ultimi due episodi. Spero che questo significhi che inizierai presto un nuovo racconto?

    Mi è piaciuto il nono episodio. Anche il decimo. L’unica cosa che ti faccio notare è l’assenza di una trama: che non è detto che sia un male.

    Grazie e alla prossima.

  • Ciao, Chiara!
    Che capitolo meraviglioso! Ora capisco perché sentivo tanto la mancanza delle tue storie. Riesci ad esprimere i pensieri con dolcezza e ogni volta lanci messaggi profondi. Complimenti! ^__^
    Anche se in minoranza, voto “energia e rock” e ti propongo una canzone che adoro di uno dei miei gruppi preferiti: “Highway to hell” degli AC/DC.
    Un abbraccio. A presto! 🙂

  • Ciao Chiara, mi dispiace tanto di essere arrivata solo ora, ma da un lato leggere tutti i capitoli in una volta mi è piaciuto molto, perché mi hai fatto immergere in un’atmosfera meravigliosa, fatta di sguardi e sorrisi.
    Sai essere profonda e leggera al tempo stesso, e ogni tuo capitolo è pieno di significato.
    Ho apprezzato moltissimo molti dei messaggi che hai dato, in particolare con questo capitolo 9 e con quello del bimbo meraviglioso.
    Ero molto indecisa sulla scelta finale, ma mi ha fatto sorridere il POPolare, e ho optato per quello, seppure non mi venga in mente una particolare canzone da consigliarti e penso lascerò la scelta a te…☺️
    Una frase che mi è piaciuta moltissimo è questa:
    “le parole non possono uscire a comando e, a volte, dobbiamo ascoltare le nostre dita e seguirle fin dove ci conducono. Loro sanno quali sono i binari giusti.”
    Davvero stupenda, mi ha fatto riflettere tanto.
    Anche quando hai descritto le giornate sì e quelle no, nel capitolo del bimbo, mi hai colpito, perché a volte è proprio così.
    Buona giornata, non vedo l’ora di leggere il finale!?

  • Ciao Chiara, era da tempo che volevo leggere la tua storia e finalmente eccomi qui.
    Mi piace tanto l’idea di proporre un frammento di vita quotidiana in ogni capitolo, brava davvero. Aspetto il finale 🙂
    Ps: il mio preferito è stato il settimo capitolo, ma in ogni episodio ho trovato qualcosa di familiare.
    A presto!

    • Ciao,
      Che meraviglia avere un nuovo lettore, grazie! E grazie soprattutto perché è molto raro che qui qualcuno decida di spararsi le storie che sono già avanzate di più di 4 capitoli. E poi ti ringrazio anche per le tue parole, perché sembra che il mio obiettivo sia stato raggiunto, se sei riuscito a viaggiare con me 🙂
      Chissà che non vinca comunque la tua opzione.
      A presto!

  • Temo di non avere speranza perchè mi sono buttata sul popolare italiano….
    sono contenta che tu sia tornata, anche se per poco, ma conto di leggerti ancora, Chiara. Perchè è un piacere leggere buone penne e privarsene è sempre un piccolo dolore. In quanto a questo viaggio devo ammettere che è stato bellissimo, come gli altri viaggi fatti episodio dopo episodio, certo, ma stavolta con una coscienza diversa, ancora più toccante.
    Al gran finale! 😉

    • La speranza è l’ultima a morire… E perché mai dovrebbe essere scarsa col popolare italiano? 😉
      Grazie mille, AmoMarta. Mi hai fatto un complimento enorme dandomi – proprio tu! – della “buona penna” e dicendomi che hai apprezzato questo episodio. Grazie grazie.

      Al gran finale! 😀

    • Maria, ti ringrazio moltissimo per essere passata pur dopo la mia lunga assenza, e per le tue parole! 🙂
      Per il PS, quella è l’immagine che ho avuto fin dall’inizio dell’iscrizione sul sito. In realtà Baselitz non è stato la mia fonte d’ispirazione, semplicemente perché quella foto è stata scattata davvero al contrario 😀 E in uno dei posti che più ho amato al mondo.

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