Dove eravamo rimasti?
FEISBUC...
La signora Giulia si ferma nell’inquadratura della porta. Manuel continua a fissare il monitor. La donna si avvicina alla scrivania per vedere quale attività impegna così tanto il ragazzino.
La pagina è aperta Wikipedia alla parola Bullismo.
«Come procede la tua ricerca? Trovato informazioni interessanti?»
«Sì, devo dire che questa pagina è molta esaustiva. Ci sono definizioni e riferimenti che possono essermi d’aiuto»
«Bene, almeno anche se hai perso un giorno di scuola hai potuto spendere bene questo tempo. Ma cos’è l’altra pagina aperta? Mi pare Facebook o sbaglio?»
«Sì Signora, ha ragione». Il volto del ragazzino s’imporpora lievemente e alla signora Giulia non sfugge il suo velato imbarazzo.
«Già sei iscritto a Facebook? »
«Ma non è per me. Questo profilo l’ho aperto e lo gestisco per mia madre» dichiara Manuel e così dicendo apre la pagina.
La signora Giulia è stupefatta. «Tua madre?»
«Il fatto è che la mamma è un’immigrata digitale!»
«Immigrata?»
«Mia madre, purtroppo, non ha assolutamente dimestichezza con la tecnologia! Sa a malapena accendere il computer! Ma lo sa che oggi il digital divide aumenta invece che diminuire, soprattutto tra le generazioni più anziane? Il gap sta diventando incolmabile e il futuro sarà completamente in nelle mani di pochi nativi digitali! La mia generazione prenderà le redini del potere, tutti gli altri rimarranno emarginati!». Il tono del ragazzino è infervorato, sul volto si disegna un’esaltata espressione d’entusiasmo.
La donna guarda Manuel, si chiede se quello è per caso un nano travestito da ragazzino. Ma la voce di Erika nel corridoio la distrae dalle sue riflessioni.
«Maneeel… Ciccio… che fai? Hai finito bello de mamma?» Manuel alza lo sguardo al cielo e sbuffa.
«Quando la smetterà mia madre di chiamarmi in quel modo ridicolo!»
«Ah! Signora Giulia ce sta pure lei… ha visto Manuel quant’è bravo? È na scheggia col computer»
«Sì Erika, ho visto, davvero stupefacente, tuo figlio è davvero un esperto di tecnologia e mi stava dicendo che gli hai commissionato di aprire un profilo su facebook»
«Un profilo? Che signfica? Io sto su feisbuc con una foto che ha messo Manuel, dove me scrivo co le amiche mie…»
«Sì, mamma, quello è il tuo profilo! Si chiama così» Manuel è spazientito.
«Mamma tu sei proprio l’emblema dell’immigrazione digitale!»
«Che so io? Ma se so romana da quattro generazioni! Ma che…»
«Mamma lascia perdere!»
La signora Giulia sta diventando molto curiosa.
«Erika, come mai questa scelta, che ci fai con facebook se non sai usare il computer?»
«Signora Giulia, è vero, io non lo so usà ma a questo ce pensa Manuel. Io avevo sentito un sacco de amiche mie che se erano messe su feisbuc e se parlavano, se dicevano un sacco de notizie… sì, insomma un po’ de chiacchiere… come se dice in inglese… er gossip, sulla gente che conoscemo, pè divertisse, mica cose strane… allora me so decisa pure io! Sennò rimanevo indietro, ero sempre l’ultima a sapè le cose!»
La signora Giulia non riesce a contenere la sua incredulità, mai avrebbe pensato che Erika potesse avere simili interessi. Conosceva il suo grado di istruzione, nonostante la licenza media le è sempre apparsa come una donna semplice ma corretta, senza grilli per la testa. Il gossip, Facebook, ora vede la sua collaboratrice sotto una luce diversa.
«Tutte le sere ce mettemo davanti al computer e Manuel me impara a..»
«Ti insegno mamma!»
«Sì, vabbè, me insegna a fa un po’ de cose… mo me so imparata a risponde ai commenti, a legge i messaggi… sto a diventà tecnologica pure io! Poi capita che a volte mi faccio anche le foto col cellulare, quello novo, che m’hanno regalato al compleanno le amiche mie… me scatto un bel selfe… e lo faccio mette da Manuel su feisbuc»
«S E L F I E!» scandisce a voce alta Manuel, sull’orlo dell’esasperazione.
La signora Giulia ascolta e annuisce mentre Manuel le mostra il profilo di sua madre. Nella piccola foto la donna sorride, non sembra neanche lei, tutta truccata con un’acconciatura così curata che sembra appena uscita dal parrucchiere. L’immagine di copertina la ritrae invece in un gruppo di donne, sicuramente le sue amiche.
«Quanto me diverto Signora Giulia! Ho ritrovato pure un sacco de persone che venivano a scuola con me alle medie! Lei Signora, ce sta su feisbuc?»
«No, no assolutamente no!»
«Ma come! Lei lo sa usà il computer, perché non ce se segna pure lei?
La signora Giulia rimane a fissare lo schermo, poi rivolge lo sguardo al ragazzino e poi a Erika.
Un pensiero preoccupante le passa per la mente.
Cosa succede ora?
- La signora Giulia è titubante ma alla fine si iscrive anche lei (60%)
- La signora Giulia conclude contrariata la conversazione e si reca in cucina (28%)
- Erika cerca di convincere la signora Giulia a iscriversi a Facebook ma non ci riesce (12%)

31/08/2017 at 14:29
questa storia è troppo forte per essere lasciata… Per favore, torna a scrivere il finale!!
01/09/2017 at 09:08
Sì, la storia era carina… ma ho perso il filo del discorso e sicuramente un episodio solo non basta a concludere la storia… vedremo, devo rileggere tutto con calma e continuare con un sequel… Grazie della visita!
23/05/2015 at 10:04
Carissimi lettori, sto per concludere il mio percorso universitario e a luglio mi attende la discussione della tesi, che tutt’ora sto ancora scrivendo! Prometto che tornerò presto su questo racconto e lo porterò a termine! Grazie…
11/02/2015 at 16:28
vorrei tanto che la continuassi, mi sta divertendo molto!
24/02/2015 at 12:20
Gia… piacerebbe anche a me! Putroppo ho delle priorità da rispettare, scandenze che non posso rimandare (esami universitari) ma mi manca poco e allora… potrò tornare a concentrarmi sui miei cari personaggi! Grazie della visita… 🙂
07/02/2015 at 11:38
Salve Nunzia, mi ha incuriosito molto il titolo della tua storia che a quanto pare di avventure virtuali della signora Giulia almeno fin qui non ho viste, semmai quelle della sua collaboratrice signora Erika..
Altra cosa che ho notato a parte la storia, che è anche carina… sulla scia dei tempi.. sul mondo virtuale e non, che si nasconde dietro feisbuc… (qualche battuta scontata). Ho notato che oramai leggo dei copioni, delle vere sceneggiature.. Mizzica quanti dialoghi!!!! Sarà il nuovo che avanza, boh!
Un saluto
Voto per la terza opzione, e clicco su seguo 🙂 🙂
24/02/2015 at 12:18
Ciao ALex, grazie per i complimenti! Riguardo allo stile e alla struttura della storia, io personalmente utilizzo molto i dialoghi solo per alcuni teipi di racconti. In questo, dato che si fonda molto sulle battute, non era fattibile limitarne l’utilizzo! In altri casi li ho usati molto poco… Spero di poter continuare la storia… sono impegnatissima! 😉
27/12/2014 at 18:23
una delle più divertenti (e credibili) storie tra tutte quelle che ho letto su the incipit.
Peccato averla trovata nel suo epilogo. Ho votato per la bancarella del cinese.
Scrivi molto bene, e poi gestisci il ritmo incredibilmente bene.
Complementi.
PS: daresti una sbirciata al mio racconto. Il tuo feedback sarebbe prezioso per me.
Grazie
26/12/2014 at 13:30
… Mi fa piacere che a distanza di tempo qualcuno legga ancora la mia storia… spero di concluderla entro l’anno! Grazie per il passaggio! 🙂
23/12/2014 at 16:13
E’ stato veramente piacevole leggere questi otto episodi di fila, la risata non è mai mancata!
Al prossimo episodio, speriamo con Nando Er Circoria!
30/11/2014 at 17:24
Mi è stato caldamente suggerito di leggere la tua storia e l’ho fatto. otto capitoli tutto d’un fiato e mi so fatta un sacco di risate. 😀 Mi spiace solo di essere arrivata quasi alla fine. 🙂
02/12/2014 at 11:02
Grazie, immagino chi ti abbia consigliato! 😉 a me dispiace invece di non riuscire a mettere mano alla storia per portarla al termine… prometto che prima di Natale cercherò di concludere! 🙂
08/10/2014 at 11:42
ti seguo due volte, dal cinese e nei followers
08/10/2014 at 20:59
… simpatico, allora magari facciamo qualche acquisto anche per te! 😉
07/10/2014 at 14:23
Bellissima atmosfera, storia che si legge d’un fiato. Bravissima!
08/10/2014 at 20:58
Grazie della visita e dell’impegno di lettura dei precedenti episodi! 🙂
06/10/2014 at 20:09
Sei all’ottavo e seguirti ora significa non aver giocato con te. Però sai, ho letto tutti gli episodi e ho deciso di cliccare su “segui la storia”. A patto però che ti risponda a una domanda: ma tu sei romana di roma?
Io sono di Roma, e commenterò ciò letto finora con una frase di TRILUSSA:
(stava leggendo un libro, lo chiude e poi lo riapre, ha schiacciato una zanzara)
” —
Qui giace una zanzara
che morì senza gloria.
ma suonò la fanfara
per restar nella storia.
–“
06/10/2014 at 21:47
Ciao Giulia, ho piacere che hai avuto la costanza di leggere tutti gli episodi… io rispondo certamente alla tua domanda, ma non perché devi seguire la mia storia! Se ti piace e sei interessata benvenuta tra i miei lettori, altrimenti se lo fai perchè ti ho risposto… la cosa non ha ragione di essere! Comunque sì, sono di Roma. 🙂
08/10/2014 at 13:25
No, no, la seguo, la seguo, mi piace. 🙂 Solo che io sono nata e cresciuta a Roma e non conosco nessuno che abbia un intercalare così accentuato, come nei film di Sordi o di Verdone, per dirla tutta. E se tu non fossi stata romana, lo avrei trovato un po’ prendere in giro i romani, ma dato che sei romana anche tu… vuol dire che sono io che non conosco tutti a Roma!! evidentemente 🙂 Ti seguo volentieri.
08/10/2014 at 20:57
… dipende che zona bazzichi! certo che se abiti ai Parioli o sulla collina Fleming o zone centralissime, dubito che hai la possibilità di ascoltare una forma dialettale così accentuata! A parte che la forzatura è voluta per fare una caricatura ancora più divertente dei personaggi, però se tu fossi “nata ai bordi di periferia, dove il tram non passa quasi mai…” per fare una citazione, sicuramente questo intercalare ti sembrerebbe più familiare. Comunque da recenti analisi del linguaggio utilizzato soprattutto sui social network è stato osservato che c’è un diffuso ritorno alle forme dialettali soprattutto a scopo ludico e per rendere più incisiva la funzione fatica della comunicazione. Ho piacere che apprezzi la storia e quindi spero che continuerai a seguirla, tanto manca poco alla fine! 🙂
03/10/2014 at 15:50
AHAHAHAH IL MERCATO DEL TUFELLO! 🙂
06/10/2014 at 21:52
… andiamo a fare un pò di spese? 😉
02/10/2014 at 18:40
Vediamo cosa tramano? 🙂
02/10/2014 at 19:30
… forse dovremo aspettare ancora un pò… è l’ultima opzione in graduatoria! Grazie della visita… 🙂
02/10/2014 at 15:31
Ciao ti seguo vediamo cosa stanno tramando Manuel e la signora Giulia (veramente ancora non lo so… si accettano suggerimenti!) passa da me se ti va 🙂
02/10/2014 at 19:27
Grazie della visita… ma il suggerimento? non me lo dai? 😉
30/09/2014 at 20:30
Andiamo al mercato, chissà quanta roba interessante 🙂 L’accento romanesco rendere irresistibile il racconto!
30/09/2014 at 21:05
Devo dire che in effetti l’utilizzo del dialetto è stato molto gradito! Ma d’altronde, iniziando dai sonetti del Belli e del Trilussa abbiamo un’interessante tradizione che secondo me andrebbe recuperata e valorizzata, il romanesco è molto musicale e ha dei termini che sono compresi sia al Nord che al Sud…
30/09/2014 at 18:53
Ho letto gli 8 episodi d’un fiato: una bellissima commedia vernacolare sulle conoscenze “2.0”, divertente e piena di contrasti (Erika e suo figlio; Giulia e Erika; la modernità dei social e lo slang dialettale).
In altre parole: ” ma ‘ndo sò stato fino a mò che ancora un po’ mo’ perdevo sto racconto!”
Tutti da Ciosan, Ciosanno tutti
30/09/2014 at 21:00
Max grazie per l’attenzione che hai dedicato al racconto, so che leggere tanti episodi tutti insieme richiede impegno, però se è stato piacevole, sono contenta! Ciosanno tutti è spettacolare! ma sei di Roma anche tu? ah, ah, troppo simpatico, anzi troppo ganzo! 🙂
30/09/2014 at 21:38
Non nun sò de Roma p.s. Ha segnato er Pupone
01/10/2014 at 08:29
…ciosò ciosò! 🙂 ( tutte le coniugazioni del verbo ciosare!)
29/09/2014 at 22:37
Spettacolare il tutto, condito perfettamente con l’accento romano che conferisce realtà al racconto in maniera così cruda ed ironica che è difficile non leggerlo con le voci dei protagonisti!
A rileggerci presto!
30/09/2014 at 20:58
Grazie della visita Emanuele… potremmo parlare di neorealismo post-moderno, se questo fosse un film… non trovi?
03/10/2014 at 20:43
Assolutamente!