LE INCREDIBILI AVVENTURE VIRTUALI DELLA SIGNORA GIULIA

Dove eravamo rimasti?

Ora conosciamo questo misterioso Nando. Secondo voi, chi è? Un giovane disoccupato senza arte né parte in cerca di avventure erotiche. (46%)

ER MITICO

Nando si stravacca sul divano, con il cellulare nella mano destra e una grossa banana nella sinistra. Posiziona il mega smartphone sopra la testa sfoderando uno dei suoi mitici sorrisi, mima il gesto di addentare il giallognolo frutto esotico e scatta la sua mitica foto.

Soddisfatto Fernando Ceccarelli, Nando per i coscenti, Er Mitico per gli amici del quartiere, pubblica immediatamente il suo capolavoro su Facebook, ci pensa un attimo e poi digita la descrizione: Semo tutti scimmioni!

Nando Er Mitico da sei mesi è a casa senza lavoro, completamente a carico dei genitori e trascorre la maggior parte della giornata davanti alla tv o allo schermo del computer. Da quando ha scoperto che si può rimorchiare tranquillamente nel più completo relax della sua stanza si impegna diligentemente in questa nuova occupazione. Quando non naviga alla ricerca di qualche avventura gli piace starsene al bar dello sport insieme ai suoi amici per parlare della sua passione più grande dopo le donne: la Maggica.

Su facebook si è iscritto a tutti i gruppi e alle fanpage della sua mitica squadra.

“Totti per tutti” “La magica” “Cuore Giallorosso” sono i suoi preferiti (non provate a cercarli, li ho inventati io!). Se fosse donna sarebbe follemente innamorata del suo idolo e tutte le volte che la sua squadra gioca all’Olimpico lui è presente, dovesse pure rinunciare a qualche allettante avventura erotica. Dal lontano 2001 sul muro del suo balcone campeggia un enorme scudetto giallorosso oramai sbiadito dal tempo, mentre al suo nipotino di pochi mesi ha regalato già la maglia numero 10.

Controlla l’ora, stasera si collegherà a Badoo, ha un appuntamento virtuale con una delle sue “punte”. Da circa un mese chatta con una new entry, una certa Erika. Una bella morona tutta pepe, un po’ rustica, ma interessante, diversa dalle solite sdrace che si incontrano in quell’ambiente, tutte chiacchiere e distintivo. Ogni volta che è riuscito a rimorchiarne qualcuna si è trovato in situazioni imbarazzanti. Tutte si aspettavano che almeno la cena la pagasse lui e chiaramente è sempre andato in bianco.

Sta per organizzare il primo incontro nella vita reale. Erika è per lui una delle tante, in questo periodo sta facendo il filo ad altre due donne. La difficoltà sta proprio nel gestire la situazione e per questo la ha scelto la tattica della fascia oraria. Il tempo non gli manca, la mattina è dedicata alla bionda Samantah, nella pausa pranzo si dedica a Jessica, mentre la sera è tutta per Erika.

Le donne più mature lo ispirano particolarmente, trova che siano molto più esperte e disinibite delle ragazzine. A venticinque anni ha già una lunga lista di tentativi andati a vuoto, ma la tattica è sempre la stesa, fino a ora è riuscito sempre a strappare un primo appuntamento. L’immagine del tenero, timido ragazzo attira, specialmente se la vittima designata è più matura, forse sarà per l’istinto materno, ma le donne amano farsi corteggiare da uomini più giovani.

Purtroppo a volte la realtà si è rivelata essere molto diversa. In alcune situazioni si è ritrovato davanti delle racchie stratosferiche e si dovuto ritirare in tutta fretta, con non poca difficoltà, visto che le tardone non volevano mollare l’osso. Ora spera che questa sia la volta buona.

 

 

«Ma chi è Nando?» Chiede sempre più stupefatta la signora Giulia

«Un ragazzo dolcissimo! Tenero, educato…» Erika ha lo sguardo sognante, mentre distrattamente rigira la peperonata.

«Un po’ generica come informazione. Ma di che si occupa, dove vive?»

«M’ha detto che fa l’agente… assicurativo. Sta molto tempo fuori de casa. M’ha detto che abita al Pigneto…quanto è tenero!»

«Ho capito Erika»la incalza la signora Giulia «Ma come fai a fidarti di uno mai visto e conosciuto! Potrebbe essere un malintenzionato! Non cacciarti in queste situazioni assurde! Ma tuo figlio lo sa?»

«Chi Manuel? Per carità! Lui non deve sapè niente… io infatti me collego alla sera, dopo che lui è andato a dormire, tanto il pc sta nel salone. Per il momento deve restà na cosa segreta, lui non capisce certe cose!»

«Sì certo, non le capisce» La signora Giulia non crede affatto che Manuel non sia al corrente della situazione, ma preferisce non approfondire l’argomento, avrà modo di indagare in seguito.

«E poi stasera ce dovemo mette d’accordo per vedesse dal vero… »

«Erika, per carità, lascia stare!»

«Signora stia tranquilla, Nando è na persona perbene, non me preoccupo per niente!»

«Infatti il tuo problema è proprio questo, sei completamente accecata da questo Nando!»

«Vedrà andrà tutto bene, poi magari un giorno lo conosce pure lei!»

La signora Giulia scuote la testa. Deve assolutamente trovare una soluzione, prima che sia troppo tardi.

Cosa pensa di fare la signora Giulia per impedire che Eirka vada all’appuntamento con Nando?

  • Me ne suggerite una voi? (23%)
    23
  • Non riesce a trovare una soluzione. (10%)
    10
  • Ne parla con Manuel e insieme organizzano una sorpresina per Nando.. (68%)
    68
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403 Commenti

  • Salve Nunzia, mi ha incuriosito molto il titolo della tua storia che a quanto pare di avventure virtuali della signora Giulia almeno fin qui non ho viste, semmai quelle della sua collaboratrice signora Erika..
    Altra cosa che ho notato a parte la storia, che è anche carina… sulla scia dei tempi.. sul mondo virtuale e non, che si nasconde dietro feisbuc… (qualche battuta scontata). Ho notato che oramai leggo dei copioni, delle vere sceneggiature.. Mizzica quanti dialoghi!!!! Sarà il nuovo che avanza, boh!
    Un saluto
    Voto per la terza opzione, e clicco su seguo 🙂 🙂

  • una delle più divertenti (e credibili) storie tra tutte quelle che ho letto su the incipit.
    Peccato averla trovata nel suo epilogo. Ho votato per la bancarella del cinese.
    Scrivi molto bene, e poi gestisci il ritmo incredibilmente bene.
    Complementi.

    PS: daresti una sbirciata al mio racconto. Il tuo feedback sarebbe prezioso per me.
    Grazie

  • Sei all’ottavo e seguirti ora significa non aver giocato con te. Però sai, ho letto tutti gli episodi e ho deciso di cliccare su “segui la storia”. A patto però che ti risponda a una domanda: ma tu sei romana di roma?
    Io sono di Roma, e commenterò ciò letto finora con una frase di TRILUSSA:
    (stava leggendo un libro, lo chiude e poi lo riapre, ha schiacciato una zanzara)
    ” —
    Qui giace una zanzara
    che morì senza gloria.
    ma suonò la fanfara
    per restar nella storia.
    –“

      • No, no, la seguo, la seguo, mi piace. 🙂 Solo che io sono nata e cresciuta a Roma e non conosco nessuno che abbia un intercalare così accentuato, come nei film di Sordi o di Verdone, per dirla tutta. E se tu non fossi stata romana, lo avrei trovato un po’ prendere in giro i romani, ma dato che sei romana anche tu… vuol dire che sono io che non conosco tutti a Roma!! evidentemente 🙂 Ti seguo volentieri.

        • … dipende che zona bazzichi! certo che se abiti ai Parioli o sulla collina Fleming o zone centralissime, dubito che hai la possibilità di ascoltare una forma dialettale così accentuata! A parte che la forzatura è voluta per fare una caricatura ancora più divertente dei personaggi, però se tu fossi “nata ai bordi di periferia, dove il tram non passa quasi mai…” per fare una citazione, sicuramente questo intercalare ti sembrerebbe più familiare. Comunque da recenti analisi del linguaggio utilizzato soprattutto sui social network è stato osservato che c’è un diffuso ritorno alle forme dialettali soprattutto a scopo ludico e per rendere più incisiva la funzione fatica della comunicazione. Ho piacere che apprezzi la storia e quindi spero che continuerai a seguirla, tanto manca poco alla fine! 🙂

  • Ho letto gli 8 episodi d’un fiato: una bellissima commedia vernacolare sulle conoscenze “2.0”, divertente e piena di contrasti (Erika e suo figlio; Giulia e Erika; la modernità dei social e lo slang dialettale).
    In altre parole: ” ma ‘ndo sò stato fino a mò che ancora un po’ mo’ perdevo sto racconto!”
    Tutti da Ciosan, Ciosanno tutti

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