LE INCREDIBILI AVVENTURE VIRTUALI DELLA SIGNORA GIULIA

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede ora? La signora Giulia è titubante ma alla fine si iscrive anche lei (60%)

ROSICAMENTI VIRTUALI...

«Signora, ce se deve assolutamente mette su feisbuc! Ho sentito dì dalle amiche sue der brigge che pure loro se so segnate»

Insiste Erika cercando in tutti i modi di convincere la signora Giulia ad aprire un profilo su Facebook.

«Sì Erika, lo so. Ma io non sono molto favorevole a questo tipo di social network… Poi tutti si fanno gli affari degli altri!»

«Ma er bello è proprio quello! Quando per esempio voi fà rosicà qualcuno, basta che metti la foto su feisbuc o scrivi qualche cosa pè fa capì che stai in un certo posto, non se se me spiego…»

«Appunto, non mi sembra una buona cosa, che senso ha? Far sapere agli altri dove sei e cosa stai facendo!»

«Ma signora mia, lei non sa quanto è invidiosa la gente… e pè levaglie la sete cor prosciutto bisogna falli contenti così sparlano e sparlano finché nun c’hanno più niente da dì! »

«Come dici? Cosa c’entra il prosciutto?»

«Mamma parla in italiano!» risponde Manuel seccato «Scusi Signora Giulia, quello è un modo di dire, mia madre intendeva dire che alle persone troppo curiose bisogna togliere appunto la curiosità fornendogli particolari sulla propria vita privata in modo che poi dopo diventino invidiose e poi“rosicano” come dice lei»

«Ah, capisco. Ma io sono al di fuori di queste dinamiche, sono una persona riservata, non mi piace stare al centro dell’attenzione e non voglio ingerenze nella mia vita privata»

«Senta Signora, facciamo così, lei se segna e poi se nun le piace se cancella, tanto ce vole un attimo! Vedrà che le amiche sue saranno contente e poi… parlamose chiaro, Lei signora mia, sta troppo isolata! Se non fosse per il brigge e le cene che organizza ogni tanto starebbe sempre sola!» Erika insiste.

«Erika, lo sai che da quando mio marito ci ha lasciato non ho più voglia di uscire e frequentare gente» Lo sguardo della signora Giulia tradisce la sua immensa tristezza..

«Lo so, lo so quanto era bravo il signor Armando! Ma Lei è ancora giovane, na bella donna come lei dovrebbe cercasse… una buona compagnia, non so se me so spiegata…»

«Cara, ma lo sai che io non cerco affatto la buona compagnia che intendi tu, sto bene da sola»

«Signora, ha visto come me so ripijata bene dal divorzio? All’inizio, quando mi marito se n’è annato me so disperata, poi ho pensato… ma chissenefrega!»

«Mamma! Modera i termini»esclama Manuel infastidito.

«Sì, scusa bello de mamma, volevo solo dì che uno se deve dà na mossa, nun po’ sta a piagne tutto er giorno e ripensà al passato! Signora Giulia, so passati tanti anni e lei deve comincià a cambià musica»

La signora Giulia sorride, il modo di esprimersi della sua collaboratrice la diverte molto, in fondo è una persona sempre allegra e gioviale, riesce a metterla sempre di buon umore, anche se a volte esagera intromettendosi in cose che non la riguardano.

«Su feisbuc magari pò rivedè amici vecchi, sapè quello che fanno le amiche sue e magari può decide de partecipà a qualche evento» L’insistenza di Erika inizia a darle noia.

Ci sono solo due cose da fare. Accettare la proposta oppure chiudere definitivamente la questione. La signora Giulia controlla l’orologio e si accorge che è tardissimo.

«Va bene Erika, facciamo questa prova, ma solo una prova. Se poi decido di cancellarmi da Facebook non dovrai più parlarmi di questa cosa, promesso?»

«Certo signora Giulia, lo giuro, se se segna me fa davvero piacere, se poi ce ripensa prometto che nun rompo più le scatole» Erika sorride felice. Si avvicina a Manuel cingendogli con tenerezza le spalle.

«Manuel, aiuta la signora Giulia a fa sta cosa, io torno in cucina. ODDIO! ho lasciato i peperoni sur foco! Che puzza de bruciato!» la donna si allontana di corsa imprecando a voce alta.

«Signora, mi occorrono solo il nome, cognome e una mail, poi gli altri dati li possiamo inserire in seguito».

La signora Giulia prende carta e penna, lascia l’appunto sulla scrivania e si dirige velocemente in cucina per verificare cosa è successo ai contorni.

«Che disastro!» Erika cerca di porre rimedio al danno, togliendo i peperoni superstiti dalla padella annerita. Un odore acre di bruciato si è diffuso in tutta la cucina.

«Signora Giulia, come me dispiace! Se so bruciati i peperoni… mannaggia e mo che famo?»

«Non ti preoccupare per stasera faremo insalata e pomodori, tanto le mie amiche stanno tutte a dieta»

«So proprio mortificata, mannaggia a me e a quanno sto co la testa da n’antra parte! Il fatto è che… penso sempre a na persona…» aggiunge Erika sottovoce.

La signora Giulia guarda Erika con meraviglia domandandosi quali altri strani segreti nasconde questa donna.

«Deve sapè che, oltre a feisbuc, me so segnata pure su un sito de datin?»

«Datin? Scusami ma stavolta non capisco»

«Sì, un posto dove ce se incontra… dove se conosce gente… vabbè, dove se rimorchia!» confessa Erika.

«Ah! Ho capito. Ma come ti è venuto in mente!»

«Na cara amica mia, Sonia, ce se è iscritta un paio de mesi fa e m’ha convinta pure a me… così ho conosciuto Nando.»

«Nando? E chi sarebbe?»

Ora conosciamo questo misterioso Nando. Secondo voi, chi è?

  • Un impostore che adesca le donne su Internet per spillare loro dei soldi. (21%)
    21
  • Un timido e introverso impiegato ministeriale alla ricerca dell’anima gemella. (33%)
    33
  • Un giovane disoccupato senza arte né parte in cerca di avventure erotiche. (46%)
    46
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403 Commenti

  • Salve Nunzia, mi ha incuriosito molto il titolo della tua storia che a quanto pare di avventure virtuali della signora Giulia almeno fin qui non ho viste, semmai quelle della sua collaboratrice signora Erika..
    Altra cosa che ho notato a parte la storia, che è anche carina… sulla scia dei tempi.. sul mondo virtuale e non, che si nasconde dietro feisbuc… (qualche battuta scontata). Ho notato che oramai leggo dei copioni, delle vere sceneggiature.. Mizzica quanti dialoghi!!!! Sarà il nuovo che avanza, boh!
    Un saluto
    Voto per la terza opzione, e clicco su seguo 🙂 🙂

  • una delle più divertenti (e credibili) storie tra tutte quelle che ho letto su the incipit.
    Peccato averla trovata nel suo epilogo. Ho votato per la bancarella del cinese.
    Scrivi molto bene, e poi gestisci il ritmo incredibilmente bene.
    Complementi.

    PS: daresti una sbirciata al mio racconto. Il tuo feedback sarebbe prezioso per me.
    Grazie

  • Sei all’ottavo e seguirti ora significa non aver giocato con te. Però sai, ho letto tutti gli episodi e ho deciso di cliccare su “segui la storia”. A patto però che ti risponda a una domanda: ma tu sei romana di roma?
    Io sono di Roma, e commenterò ciò letto finora con una frase di TRILUSSA:
    (stava leggendo un libro, lo chiude e poi lo riapre, ha schiacciato una zanzara)
    ” —
    Qui giace una zanzara
    che morì senza gloria.
    ma suonò la fanfara
    per restar nella storia.
    –“

      • No, no, la seguo, la seguo, mi piace. 🙂 Solo che io sono nata e cresciuta a Roma e non conosco nessuno che abbia un intercalare così accentuato, come nei film di Sordi o di Verdone, per dirla tutta. E se tu non fossi stata romana, lo avrei trovato un po’ prendere in giro i romani, ma dato che sei romana anche tu… vuol dire che sono io che non conosco tutti a Roma!! evidentemente 🙂 Ti seguo volentieri.

        • … dipende che zona bazzichi! certo che se abiti ai Parioli o sulla collina Fleming o zone centralissime, dubito che hai la possibilità di ascoltare una forma dialettale così accentuata! A parte che la forzatura è voluta per fare una caricatura ancora più divertente dei personaggi, però se tu fossi “nata ai bordi di periferia, dove il tram non passa quasi mai…” per fare una citazione, sicuramente questo intercalare ti sembrerebbe più familiare. Comunque da recenti analisi del linguaggio utilizzato soprattutto sui social network è stato osservato che c’è un diffuso ritorno alle forme dialettali soprattutto a scopo ludico e per rendere più incisiva la funzione fatica della comunicazione. Ho piacere che apprezzi la storia e quindi spero che continuerai a seguirla, tanto manca poco alla fine! 🙂

  • Ho letto gli 8 episodi d’un fiato: una bellissima commedia vernacolare sulle conoscenze “2.0”, divertente e piena di contrasti (Erika e suo figlio; Giulia e Erika; la modernità dei social e lo slang dialettale).
    In altre parole: ” ma ‘ndo sò stato fino a mò che ancora un po’ mo’ perdevo sto racconto!”
    Tutti da Ciosan, Ciosanno tutti

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