Dove eravamo rimasti?
ROSICAMENTI VIRTUALI...
«Signora, ce se deve assolutamente mette su feisbuc! Ho sentito dì dalle amiche sue der brigge che pure loro se so segnate»
Insiste Erika cercando in tutti i modi di convincere la signora Giulia ad aprire un profilo su Facebook.
«Sì Erika, lo so. Ma io non sono molto favorevole a questo tipo di social network… Poi tutti si fanno gli affari degli altri!»
«Ma er bello è proprio quello! Quando per esempio voi fà rosicà qualcuno, basta che metti la foto su feisbuc o scrivi qualche cosa pè fa capì che stai in un certo posto, non se se me spiego…»
«Appunto, non mi sembra una buona cosa, che senso ha? Far sapere agli altri dove sei e cosa stai facendo!»
«Ma signora mia, lei non sa quanto è invidiosa la gente… e pè levaglie la sete cor prosciutto bisogna falli contenti così sparlano e sparlano finché nun c’hanno più niente da dì! »
«Come dici? Cosa c’entra il prosciutto?»
«Mamma parla in italiano!» risponde Manuel seccato «Scusi Signora Giulia, quello è un modo di dire, mia madre intendeva dire che alle persone troppo curiose bisogna togliere appunto la curiosità fornendogli particolari sulla propria vita privata in modo che poi dopo diventino invidiose e poi“rosicano” come dice lei»
«Ah, capisco. Ma io sono al di fuori di queste dinamiche, sono una persona riservata, non mi piace stare al centro dell’attenzione e non voglio ingerenze nella mia vita privata»
«Senta Signora, facciamo così, lei se segna e poi se nun le piace se cancella, tanto ce vole un attimo! Vedrà che le amiche sue saranno contente e poi… parlamose chiaro, Lei signora mia, sta troppo isolata! Se non fosse per il brigge e le cene che organizza ogni tanto starebbe sempre sola!» Erika insiste.
«Erika, lo sai che da quando mio marito ci ha lasciato non ho più voglia di uscire e frequentare gente» Lo sguardo della signora Giulia tradisce la sua immensa tristezza..
«Lo so, lo so quanto era bravo il signor Armando! Ma Lei è ancora giovane, na bella donna come lei dovrebbe cercasse… una buona compagnia, non so se me so spiegata…»
«Cara, ma lo sai che io non cerco affatto la buona compagnia che intendi tu, sto bene da sola»
«Signora, ha visto come me so ripijata bene dal divorzio? All’inizio, quando mi marito se n’è annato me so disperata, poi ho pensato… ma chissenefrega!»
«Mamma! Modera i termini»esclama Manuel infastidito.
«Sì, scusa bello de mamma, volevo solo dì che uno se deve dà na mossa, nun po’ sta a piagne tutto er giorno e ripensà al passato! Signora Giulia, so passati tanti anni e lei deve comincià a cambià musica»
La signora Giulia sorride, il modo di esprimersi della sua collaboratrice la diverte molto, in fondo è una persona sempre allegra e gioviale, riesce a metterla sempre di buon umore, anche se a volte esagera intromettendosi in cose che non la riguardano.
«Su feisbuc magari pò rivedè amici vecchi, sapè quello che fanno le amiche sue e magari può decide de partecipà a qualche evento» L’insistenza di Erika inizia a darle noia.
Ci sono solo due cose da fare. Accettare la proposta oppure chiudere definitivamente la questione. La signora Giulia controlla l’orologio e si accorge che è tardissimo.
«Va bene Erika, facciamo questa prova, ma solo una prova. Se poi decido di cancellarmi da Facebook non dovrai più parlarmi di questa cosa, promesso?»
«Certo signora Giulia, lo giuro, se se segna me fa davvero piacere, se poi ce ripensa prometto che nun rompo più le scatole» Erika sorride felice. Si avvicina a Manuel cingendogli con tenerezza le spalle.
«Manuel, aiuta la signora Giulia a fa sta cosa, io torno in cucina. ODDIO! ho lasciato i peperoni sur foco! Che puzza de bruciato!» la donna si allontana di corsa imprecando a voce alta.
«Signora, mi occorrono solo il nome, cognome e una mail, poi gli altri dati li possiamo inserire in seguito».
La signora Giulia prende carta e penna, lascia l’appunto sulla scrivania e si dirige velocemente in cucina per verificare cosa è successo ai contorni.
«Che disastro!» Erika cerca di porre rimedio al danno, togliendo i peperoni superstiti dalla padella annerita. Un odore acre di bruciato si è diffuso in tutta la cucina.
«Signora Giulia, come me dispiace! Se so bruciati i peperoni… mannaggia e mo che famo?»
«Non ti preoccupare per stasera faremo insalata e pomodori, tanto le mie amiche stanno tutte a dieta»
«So proprio mortificata, mannaggia a me e a quanno sto co la testa da n’antra parte! Il fatto è che… penso sempre a na persona…» aggiunge Erika sottovoce.
La signora Giulia guarda Erika con meraviglia domandandosi quali altri strani segreti nasconde questa donna.
«Deve sapè che, oltre a feisbuc, me so segnata pure su un sito de datin?»
«Datin? Scusami ma stavolta non capisco»
«Sì, un posto dove ce se incontra… dove se conosce gente… vabbè, dove se rimorchia!» confessa Erika.
«Ah! Ho capito. Ma come ti è venuto in mente!»
«Na cara amica mia, Sonia, ce se è iscritta un paio de mesi fa e m’ha convinta pure a me… così ho conosciuto Nando.»
«Nando? E chi sarebbe?»
Ora conosciamo questo misterioso Nando. Secondo voi, chi è?
- Un impostore che adesca le donne su Internet per spillare loro dei soldi. (21%)
- Un timido e introverso impiegato ministeriale alla ricerca dell’anima gemella. (33%)
- Un giovane disoccupato senza arte né parte in cerca di avventure erotiche. (46%)

31/08/2017 at 14:29
questa storia è troppo forte per essere lasciata… Per favore, torna a scrivere il finale!!
01/09/2017 at 09:08
Sì, la storia era carina… ma ho perso il filo del discorso e sicuramente un episodio solo non basta a concludere la storia… vedremo, devo rileggere tutto con calma e continuare con un sequel… Grazie della visita!
23/05/2015 at 10:04
Carissimi lettori, sto per concludere il mio percorso universitario e a luglio mi attende la discussione della tesi, che tutt’ora sto ancora scrivendo! Prometto che tornerò presto su questo racconto e lo porterò a termine! Grazie…
11/02/2015 at 16:28
vorrei tanto che la continuassi, mi sta divertendo molto!
24/02/2015 at 12:20
Gia… piacerebbe anche a me! Putroppo ho delle priorità da rispettare, scandenze che non posso rimandare (esami universitari) ma mi manca poco e allora… potrò tornare a concentrarmi sui miei cari personaggi! Grazie della visita… 🙂
07/02/2015 at 11:38
Salve Nunzia, mi ha incuriosito molto il titolo della tua storia che a quanto pare di avventure virtuali della signora Giulia almeno fin qui non ho viste, semmai quelle della sua collaboratrice signora Erika..
Altra cosa che ho notato a parte la storia, che è anche carina… sulla scia dei tempi.. sul mondo virtuale e non, che si nasconde dietro feisbuc… (qualche battuta scontata). Ho notato che oramai leggo dei copioni, delle vere sceneggiature.. Mizzica quanti dialoghi!!!! Sarà il nuovo che avanza, boh!
Un saluto
Voto per la terza opzione, e clicco su seguo 🙂 🙂
24/02/2015 at 12:18
Ciao ALex, grazie per i complimenti! Riguardo allo stile e alla struttura della storia, io personalmente utilizzo molto i dialoghi solo per alcuni teipi di racconti. In questo, dato che si fonda molto sulle battute, non era fattibile limitarne l’utilizzo! In altri casi li ho usati molto poco… Spero di poter continuare la storia… sono impegnatissima! 😉
27/12/2014 at 18:23
una delle più divertenti (e credibili) storie tra tutte quelle che ho letto su the incipit.
Peccato averla trovata nel suo epilogo. Ho votato per la bancarella del cinese.
Scrivi molto bene, e poi gestisci il ritmo incredibilmente bene.
Complementi.
PS: daresti una sbirciata al mio racconto. Il tuo feedback sarebbe prezioso per me.
Grazie
26/12/2014 at 13:30
… Mi fa piacere che a distanza di tempo qualcuno legga ancora la mia storia… spero di concluderla entro l’anno! Grazie per il passaggio! 🙂
23/12/2014 at 16:13
E’ stato veramente piacevole leggere questi otto episodi di fila, la risata non è mai mancata!
Al prossimo episodio, speriamo con Nando Er Circoria!
30/11/2014 at 17:24
Mi è stato caldamente suggerito di leggere la tua storia e l’ho fatto. otto capitoli tutto d’un fiato e mi so fatta un sacco di risate. 😀 Mi spiace solo di essere arrivata quasi alla fine. 🙂
02/12/2014 at 11:02
Grazie, immagino chi ti abbia consigliato! 😉 a me dispiace invece di non riuscire a mettere mano alla storia per portarla al termine… prometto che prima di Natale cercherò di concludere! 🙂
08/10/2014 at 11:42
ti seguo due volte, dal cinese e nei followers
08/10/2014 at 20:59
… simpatico, allora magari facciamo qualche acquisto anche per te! 😉
07/10/2014 at 14:23
Bellissima atmosfera, storia che si legge d’un fiato. Bravissima!
08/10/2014 at 20:58
Grazie della visita e dell’impegno di lettura dei precedenti episodi! 🙂
06/10/2014 at 20:09
Sei all’ottavo e seguirti ora significa non aver giocato con te. Però sai, ho letto tutti gli episodi e ho deciso di cliccare su “segui la storia”. A patto però che ti risponda a una domanda: ma tu sei romana di roma?
Io sono di Roma, e commenterò ciò letto finora con una frase di TRILUSSA:
(stava leggendo un libro, lo chiude e poi lo riapre, ha schiacciato una zanzara)
” —
Qui giace una zanzara
che morì senza gloria.
ma suonò la fanfara
per restar nella storia.
–“
06/10/2014 at 21:47
Ciao Giulia, ho piacere che hai avuto la costanza di leggere tutti gli episodi… io rispondo certamente alla tua domanda, ma non perché devi seguire la mia storia! Se ti piace e sei interessata benvenuta tra i miei lettori, altrimenti se lo fai perchè ti ho risposto… la cosa non ha ragione di essere! Comunque sì, sono di Roma. 🙂
08/10/2014 at 13:25
No, no, la seguo, la seguo, mi piace. 🙂 Solo che io sono nata e cresciuta a Roma e non conosco nessuno che abbia un intercalare così accentuato, come nei film di Sordi o di Verdone, per dirla tutta. E se tu non fossi stata romana, lo avrei trovato un po’ prendere in giro i romani, ma dato che sei romana anche tu… vuol dire che sono io che non conosco tutti a Roma!! evidentemente 🙂 Ti seguo volentieri.
08/10/2014 at 20:57
… dipende che zona bazzichi! certo che se abiti ai Parioli o sulla collina Fleming o zone centralissime, dubito che hai la possibilità di ascoltare una forma dialettale così accentuata! A parte che la forzatura è voluta per fare una caricatura ancora più divertente dei personaggi, però se tu fossi “nata ai bordi di periferia, dove il tram non passa quasi mai…” per fare una citazione, sicuramente questo intercalare ti sembrerebbe più familiare. Comunque da recenti analisi del linguaggio utilizzato soprattutto sui social network è stato osservato che c’è un diffuso ritorno alle forme dialettali soprattutto a scopo ludico e per rendere più incisiva la funzione fatica della comunicazione. Ho piacere che apprezzi la storia e quindi spero che continuerai a seguirla, tanto manca poco alla fine! 🙂
03/10/2014 at 15:50
AHAHAHAH IL MERCATO DEL TUFELLO! 🙂
06/10/2014 at 21:52
… andiamo a fare un pò di spese? 😉
02/10/2014 at 18:40
Vediamo cosa tramano? 🙂
02/10/2014 at 19:30
… forse dovremo aspettare ancora un pò… è l’ultima opzione in graduatoria! Grazie della visita… 🙂
02/10/2014 at 15:31
Ciao ti seguo vediamo cosa stanno tramando Manuel e la signora Giulia (veramente ancora non lo so… si accettano suggerimenti!) passa da me se ti va 🙂
02/10/2014 at 19:27
Grazie della visita… ma il suggerimento? non me lo dai? 😉
30/09/2014 at 20:30
Andiamo al mercato, chissà quanta roba interessante 🙂 L’accento romanesco rendere irresistibile il racconto!
30/09/2014 at 21:05
Devo dire che in effetti l’utilizzo del dialetto è stato molto gradito! Ma d’altronde, iniziando dai sonetti del Belli e del Trilussa abbiamo un’interessante tradizione che secondo me andrebbe recuperata e valorizzata, il romanesco è molto musicale e ha dei termini che sono compresi sia al Nord che al Sud…
30/09/2014 at 18:53
Ho letto gli 8 episodi d’un fiato: una bellissima commedia vernacolare sulle conoscenze “2.0”, divertente e piena di contrasti (Erika e suo figlio; Giulia e Erika; la modernità dei social e lo slang dialettale).
In altre parole: ” ma ‘ndo sò stato fino a mò che ancora un po’ mo’ perdevo sto racconto!”
Tutti da Ciosan, Ciosanno tutti
30/09/2014 at 21:00
Max grazie per l’attenzione che hai dedicato al racconto, so che leggere tanti episodi tutti insieme richiede impegno, però se è stato piacevole, sono contenta! Ciosanno tutti è spettacolare! ma sei di Roma anche tu? ah, ah, troppo simpatico, anzi troppo ganzo! 🙂
30/09/2014 at 21:38
Non nun sò de Roma p.s. Ha segnato er Pupone
01/10/2014 at 08:29
…ciosò ciosò! 🙂 ( tutte le coniugazioni del verbo ciosare!)
29/09/2014 at 22:37
Spettacolare il tutto, condito perfettamente con l’accento romano che conferisce realtà al racconto in maniera così cruda ed ironica che è difficile non leggerlo con le voci dei protagonisti!
A rileggerci presto!
30/09/2014 at 20:58
Grazie della visita Emanuele… potremmo parlare di neorealismo post-moderno, se questo fosse un film… non trovi?
03/10/2014 at 20:43
Assolutamente!