Dove eravamo rimasti?
Secondo Capitolo
È l’alba e la gente del villaggio si sta appena svegliando.
Jimmy si alza pian piano dal suo letto e avvicinandosi al corpo esile della moglie gli sussurra all’orecchio: “è l’ora. Devo andare.”
Lei non si gira nemmeno e con voce fine risponde: “non c’è bisogno che vai.”
“Ormai non si può più tornare indietro. La gara inizia fra un’ora”.
“Sempre questo tuo orgoglio… Va bene fai come vuoi. Io non vengo”.
Lui si gira un’ultima volta verso di lei e rimane così impassibile a guardarla per qualche secondo. Poi si veste di fretta, si lava, fa colazione, prende tutto l’occorrente ed esce di casa.
Prima di incamminarsi si gode per un attimo il sole che spunta da dietro le montagne.
Una mattina, quando aveva circa sei anni, Jimmy salendo sulle gambe di sua madre chiese: “mamma, cosa c’è dietro le montagne?”.
Lei guardandolo negli occhi disse: “Jimmy oltre quelle vette ci sono le metropoli”.
“Cosa sono?”
“Sono dei villaggi ma molto molto più grandi del nostro. Ci abita gente come noi”.
“E basta!”
“No. Vivono insieme a robot e cyborg”.
“Cosa sono mamma?”
“Allora come posso spiegartelo.” Ci pensa un attimo e poi disse: “Hanno le gambe, le braccia e il corpo come gli uomini ma dentro di loro c’è un computer che le dice quello che devono fare”.
Il piccolo Jimmy scese dalle gambe della madre prese un libro e indicando col dito una figura sulla copertina disse: “computer”.
“Sì quello bravo”.
“Perché da noi non ci sono?”
“Noi preferiamo le nostre macchine che i nostri scienziati ci preparano per aiutarci nel lavoro dei campi e per la vita di tutti i giorni”. Si fermò un attimo e mettendo le mani sulle spalle del figlio continuò a dire: “promettimi che rimarrai sempre qui insieme a noi. Quei posti son pericolosi. C’è gente cattiva che pensa solo a se stessa. Promettimelo”.
Jimmy annuì con la testa.
“Bene, ora vai in camera tua a giocare”.
Ogni tanto ci ripensa quando è solo oppure quando fa delle piccole passeggiate vicino a casa sua.
Si incammina lentamente verso un percorso in pietra. Mentre procede diritto per la sua strada da un’occhiata alla cascata e al fiume che si trova proprio di fronte al villaggio. Dall’altra parte del fiume c’è una piccola foresta abitata da animali selvatici, mentre vicino ci sono i campi dove lui e i suoi compaesani lavorano la terra. Poi si gira e guarda per qualche secondo la piazza dove ogni tanto la comunità si incontra per discuttere sugli argomenti necessari per il ben’essere di tutti.
In meno di mezz’ora riesce a raggiungere il luogo esatto dove si svolgerà la gara. La prima cosa che nota è che tutti sono già là ad aspettarlo. Si avvicina alla posizione a lui designata e da un’occhiata all’arrivo, contrassegnata da una bandierina rossa: si accorge quasi subito che il traguardo si trova solo a mille metri dalla partenza. Tocca la roccia e prende velocemente un paio di guanti chiamati simpaticamente dalla comunità appiccicapareti. Questo speciale indumento permette a chi li indossa di arrampicarsi con facilità in qualsiasi tipo di roccia. Inoltre utilizzano una speciale tuta che li protegge da qualsiasi urto; e un caschetto con una visiera per isolare gli occhi da eventuali corpi estranei.
Jimmy li indossa ed attende che Sonny dia il via alla gara.
“Siete pronti! Tre.. due.. uno. Partite”. Urla Sonny.
I concorrenti vanno verso la montagna e iniziano ad arrampicarsi sulla roccia. Tommy e Patrick sono i primi e la loro scalata verso il traguardo sembra inarrestabile. Terza c’è Katty che agilmente si porta a pochi metri dagli avversari che la precedono. Jimmy è quarto, ma quasi subito si accorge che i suoi guanti non funzionano a dovere. Ultimo è Robby che è ancora a pochi metri da terra. La sua pancia talvolta è quasi un impedimento per ogni minuscolo movimento che fa.
La madre da sotto le urla: “muovi quel sedere Robby”.
Intanto Patrick e Tommy hanno già fatto più di metà percorso. Jimmy, invece, non riesce ad arrampicarsi a causa dei suoi guanti. Ad un tratto la roccia diventa franabile tanto da farlo scivolare rovinosamente lungo tutta la parete. Fortunatamente la sua tuta lo protegge ma il suo braccio sinistro impatta lo stesso violentemente contro la roccia.
Patrick sente l’urlo di dolore di Jimmy e per questo motivo si ferma a controllare. Infine si rigira a guardare Tommy e lo vede mentre si pavoneggia e grida “ho vinto” con la bandierina del traguardo in mano. Patrick stizzito pensa subito che abbia barato e digrignando i denti urla con rabbia: “ehi come fai ad essere già arrivato!”
***
Mentre tutti sono impegnati a festeggiare Tommy e a soccorrere Jimmy, Ketty sente un rumore da dietro ad un albero. Lascia la sua roba a terra e si avvicina per controllare.
“C’è qualcuno?” Domanda. Poi sente di nuovo qualcosa muoversi. Lei va a vedere ma quando e lì sul posto non vede nessuno.
Patrick sospetta che Tommy abbia barato. Per questo vuole indagare. Dove inizierà le sue indagini?
- Entra direttamente a casa Tommy. (11%)
- Nella cantina di Tommy. (50%)
- Nel giardino di casa di Tommy. (39%)

07/04/2016 at 15:33
Non male, anche se sono arrivata tardissimo!
21/04/2016 at 11:18
Ciao. Grazie Papilla75 di essere passata a leggere questa storia. Grazie anche per il commento. 🙂
14/10/2015 at 12:48
Carina… ti seguirò nella prossima storia
10/01/2016 at 11:44
Ciao. Grazie leoneauditore. 🙂
21/07/2015 at 12:28
Bellissima storia! Si legge veramente con piacere. Mi spiace un sacco non averla seguita mentre la scrivevi. Alla prossima però non mancherò. A presto
21/07/2015 at 17:45
Ciao Marco . Grazie mille di aver letto questa storia. A presto. 🙂
28/05/2015 at 00:39
Storia splendida.
Disperazione per non averla trovata prima.
Spero di rifarmi quanto prima!
28/05/2015 at 15:41
Ciao. 🙂 Grazie mille Moscerina. 😀
11/05/2015 at 08:44
Finalmente recupero tutta la storia: bravo! Mi è proprio piaciuta! L’idea è originale, ben raccontata e scorrevole. Hai davvero una bella fantasia!
Ti aspetto per una prossima storia. 😉
11/05/2015 at 15:49
Ciao. 🙂 Grazie Francesco. 😀 Dovrei tornare con una nuova storia però più in là. Non adesso.
Ciao a presto. 🙂
10/05/2015 at 12:26
Complimenti per la storia 😉
avviso che ho pubblicato, visto che nn ho sempre il tempo per TI, ci si vede
10/05/2015 at 18:21
Ciao. 🙂 Grazie Francesco.
Sì. Dopo ti leggo l’episodio. 🙂
20/04/2015 at 08:31
Complimenti!!! Letto e apprezzato moltissimo
20/04/2015 at 09:50
Ciao. 🙂 Grazie mille Elisa. Ho apprezzato molto anch’io per aver letto e per il commento. 😀
19/04/2015 at 10:36
Ottimo finale, Mariano. Hai costruito una bellissima storia dal primo episodio fino all’ultima riga. 🙂
alla prossima. :-*
19/04/2015 at 18:31
Ciao. 🙂 Grazie Pinkerella di avermi seguito sempre. Ci sentiamo con la tua storia. Per quanto riguarda me ho già un’idea cosa proporre prossimamente. 🙂
18/04/2015 at 14:08
Un lieto fine, questa si’ che mi piace ^^ Non e’ perfettamente lieto ma comunque si poteva accadere di peggio ^^”
Anche se non sono una fan dei robot e del mondo meccanico, direi che questa storia mi ha catturato sin dall’inzio fino alla fine, complimenti!! Sinceramente mi manchera’ un po’ questa storia ^^”
Beh non resta altro che aspettare cosa avrai in mente per la prossima storia 😀 Aspettero’ il nuovo capolavoro sfornato dalle tue mani ^^
18/04/2015 at 15:41
Ciao. 🙂 Grazie Alexa di avermi seguito dall’inizio alla fine. 🙂 Devo dirti che neanche io sono uno fan di questo genere però per l’idea che avevo andava bene questo tipo di storia. Per quello ho scelto di scrivere un fantascienza e di metterci la cibernetica in mezzo. Son felice che ti sia piaciuta. E’ la prima volta che tratto questo tema quindi in un racconto. Ci sentiamo. Alla prossima storia. 🙂
17/04/2015 at 23:57
Beh… hai sfiorato il lieto fine… ma mi è piaciuto. Cosa proponi prossimamente? 😉
18/04/2015 at 09:29
Ciao. 🙂 Grazie Alessandra. 🙂 Questa è una domanda da un milione di dollari. 🙂 Scherzo. Ho un’idea però non volevo dirlo. Vabbè dai te la dico! Vorrei proporre un humor.
17/04/2015 at 19:08
Cavolo! Non ha vinto il lieto fine per pochissimo 🙁
Vabbé dai, temevo il peggio…
Ora il mio commento: la storia è molto bella ed appassionante, peccato per il finale più che affrettato.
Segnato per le prossime storie ^_^
Ciao 🙂
17/04/2015 at 20:50
Ciao 🙂 Grazie red per avermi seguito e per avermi segnato. 🙂 Mi è dispiaciuto per questo finale. 🙁 Ho dovuto tagliare per il fatto dei caratteri. La storia non era fatta per un racconto breve ma me ne sono accorto troppo tardi.
17/04/2015 at 21:07
La prossima volta dividi in più parti, come ho fatto io e fanno gli altri: quando la storia merita, merita! 😉 ^_^
In alternativa, se le scene eliminate sono poche, potresti fare un’edizione estesa da mettere a disposizione di chi ha seguito la storia ^_^
O fare entrambe le cose (come nel mio caso) 😛
Ciao 🙂
17/04/2015 at 21:42
Grazie mille per il consiglio. 🙂