Io sono…

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà nel prossimo episodio? Jimmy cade a pochi metri dalla partenza e si fa male. (45%)

Secondo Capitolo

È l’alba e la gente del villaggio si sta appena svegliando.

Jimmy si alza pian piano dal suo letto  e avvicinandosi al corpo esile della moglie gli sussurra all’orecchio: “è l’ora. Devo andare.”

Lei non si gira nemmeno e con voce fine risponde: “non c’è bisogno che vai.”

“Ormai non si può più tornare indietro. La gara inizia fra un’ora”.

“Sempre questo tuo orgoglio… Va bene fai come vuoi. Io non vengo”.

Lui si gira un’ultima volta verso di lei e rimane così impassibile a guardarla per qualche secondo. Poi si veste di fretta, si lava,  fa colazione, prende tutto l’occorrente ed esce di casa.

Prima di incamminarsi si gode per un attimo il sole che spunta da dietro le montagne.

Una mattina, quando aveva circa sei anni, Jimmy salendo sulle gambe di sua madre chiese:  “mamma, cosa c’è dietro le montagne?”.

Lei guardandolo negli occhi disse: “Jimmy oltre quelle vette ci sono le metropoli”.

 “Cosa sono?”

“Sono dei villaggi ma molto molto più grandi del nostro. Ci abita gente come noi”.

 “E basta!”

“No. Vivono insieme a robot e cyborg”.

“Cosa sono mamma?”

“Allora come posso spiegartelo.” Ci pensa un attimo e poi disse: “Hanno le gambe, le braccia e il corpo come gli uomini ma dentro di loro c’è un computer che le dice quello che devono fare”.

Il piccolo Jimmy scese dalle gambe della madre prese un libro e indicando col dito una figura sulla copertina  disse: “computer”.

“Sì quello bravo”.

“Perché da noi non ci sono?”

“Noi preferiamo le nostre macchine che i nostri scienziati ci preparano per aiutarci nel lavoro dei campi e per la vita di tutti i giorni”. Si fermò un attimo e mettendo le mani sulle spalle del figlio continuò a dire: “promettimi che rimarrai sempre qui insieme a noi. Quei posti son pericolosi. C’è gente cattiva che pensa solo a se stessa. Promettimelo”.

Jimmy annuì con la testa.

“Bene, ora vai in camera tua a giocare”.

Ogni tanto ci ripensa quando è solo oppure quando fa delle piccole passeggiate vicino a casa sua.

Si incammina lentamente verso un percorso in pietra. Mentre procede diritto per la sua strada da un’occhiata alla cascata e al fiume che si trova proprio di fronte al villaggio. Dall’altra parte del fiume c’è una piccola foresta abitata da animali selvatici, mentre vicino ci sono i campi dove lui e i suoi compaesani lavorano la terra. Poi si gira e guarda per qualche secondo la piazza dove ogni tanto la comunità si incontra per discuttere sugli argomenti necessari per il ben’essere di tutti.

In meno di mezz’ora riesce a raggiungere il luogo esatto dove si svolgerà la gara. La prima cosa che nota è che tutti sono già là ad aspettarlo. Si avvicina alla posizione a lui designata e da un’occhiata all’arrivo, contrassegnata da una bandierina rossa: si accorge quasi subito che il traguardo si trova solo a mille metri dalla partenza. Tocca la roccia e prende velocemente un paio di guanti chiamati simpaticamente dalla comunità appiccicapareti. Questo speciale indumento permette a chi li indossa di arrampicarsi con facilità in qualsiasi tipo di roccia. Inoltre utilizzano una speciale tuta che li protegge da qualsiasi urto; e un caschetto con una visiera per isolare gli occhi da eventuali corpi estranei.

Jimmy li indossa ed attende che Sonny dia il via alla gara.

“Siete pronti! Tre.. due.. uno. Partite”. Urla Sonny.

I concorrenti vanno verso la montagna e iniziano ad arrampicarsi sulla roccia. Tommy e Patrick sono i primi e la loro scalata verso il traguardo sembra inarrestabile. Terza c’è Katty che agilmente si porta a pochi metri dagli avversari che la precedono. Jimmy è quarto, ma quasi subito si accorge che i suoi guanti non funzionano a dovere. Ultimo è Robby che è ancora a pochi metri da terra. La sua pancia talvolta è quasi un impedimento per ogni minuscolo movimento che fa.

La madre da sotto le urla: “muovi quel sedere Robby”.

Intanto Patrick e Tommy hanno già fatto più di metà percorso. Jimmy, invece, non riesce ad arrampicarsi a causa dei suoi guanti. Ad un tratto la roccia diventa franabile tanto da farlo scivolare rovinosamente lungo  tutta la parete. Fortunatamente la sua tuta lo protegge ma il suo braccio sinistro impatta lo stesso violentemente contro la roccia.

Patrick sente l’urlo di dolore di Jimmy e per questo motivo si ferma a controllare. Infine si rigira a guardare Tommy e lo vede mentre si pavoneggia e grida “ho vinto” con la bandierina del traguardo in mano. Patrick stizzito pensa subito che abbia barato e digrignando i denti urla con rabbia: “ehi come fai ad essere già arrivato!”

 

***

 

 Mentre tutti sono impegnati a festeggiare Tommy e a soccorrere Jimmy,  Ketty sente un rumore da dietro ad un albero. Lascia la sua roba a terra e si avvicina per controllare.

“C’è qualcuno?” Domanda. Poi sente di nuovo qualcosa muoversi. Lei va a vedere ma quando e lì sul posto non vede nessuno.

Patrick sospetta che Tommy abbia barato. Per questo vuole indagare. Dove inizierà le sue indagini?

  • Entra direttamente a casa Tommy. (11%)
    11
  • Nella cantina di Tommy. (50%)
    50
  • Nel giardino di casa di Tommy. (39%)
    39
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275 Commenti

  • Un lieto fine, questa si’ che mi piace ^^ Non e’ perfettamente lieto ma comunque si poteva accadere di peggio ^^”
    Anche se non sono una fan dei robot e del mondo meccanico, direi che questa storia mi ha catturato sin dall’inzio fino alla fine, complimenti!! Sinceramente mi manchera’ un po’ questa storia ^^”
    Beh non resta altro che aspettare cosa avrai in mente per la prossima storia 😀 Aspettero’ il nuovo capolavoro sfornato dalle tue mani ^^

    • Ciao. 🙂 Grazie Alexa di avermi seguito dall’inizio alla fine. 🙂 Devo dirti che neanche io sono uno fan di questo genere però per l’idea che avevo andava bene questo tipo di storia. Per quello ho scelto di scrivere un fantascienza e di metterci la cibernetica in mezzo. Son felice che ti sia piaciuta. E’ la prima volta che tratto questo tema quindi in un racconto. Ci sentiamo. Alla prossima storia. 🙂

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