Io sono…

Dove eravamo rimasti?

Cosa vede Patrick di così importante vicino alla casa di Tommy? Un cyborg. (60%)

Settimo Capitolo

A qualche metro di distanza dalla casa di Tommy, un uomo cammina indisturbato lungo tutta la via. Il suo viso ha l’aspetto umano ma il resto del corpo è composto esclusivamente da elementi artificiali. Dalle pupille degli occhi le esce una intensa luce bianca come se fossero dei potentissimi faretti. Gira la faccia sia a destra che a sinistra in cerca di qualcosa di importante.

Patrick è dietro il muretto che separa il giardino dalla strada. Stando abbassato per non essere visto, si gira e sussurrando dice: “ehi, venite. Guardate”.

Tutti gli altri, pur essendo un po’ lontani da Patrick sentono la sua voce e immediatamente si fiondano al suo fianco. Tommy replica a voce bassa: “miseriaccia. Chi è? Che cos’è?”

Il robot replica: “oh, no. Siamo nei guai. È un cyborg”.

“Un cyborg”. Ripete Jimmy.

“Non ho tempo per spiegarvelo. Dobbiamo distrarlo e andare subito da Sonny”.

“Facciamo come ci dice. Così scopriremo la verità”. Propone Olga.

“Ehi, ma loro non c’entrano niente. Sono entrati in casa nostra senza permesso”. Protesta Tommy indicando Jimmy e Patrick.

“Ora non è il momento di discuttere di queste cose. Risolveremo tutto quando questa storia sarà finita”. Continua a dire Olga.

“Per me va bene”. Risponde Patrick.

“Anche per me”. Ripete Jimmy.

“Okay. Okay. Anch’io son d’accordo. Però come facciamo a distrarlo?” Dice Tommy.

Patrick toglie dal suo zaino una strana maschera e una sfera di gomma poi rivolgendosi a Tommy risponde: “ho un’idea. Ho qui con me per caso un ripetiblabla. Possiamo usarlo per distrarlo”.

“Perfetto!”   esclama Tommy.

Patrick afferra la pallina e agilmente la lancia all’interno del giardino di una casa lì vicini. Indossa la maschera e comincia a sussurrarare alcuni versi.

Shhh. Jujujujuju. Hiuhiuhiuhiu.

La piccola sfera replica ogni minimo particolare dei rumori appena prodotti dalla bocca di Patrick.

Il cyborg senza pensarci due volte, attirato dai versi di Patrick corre subito a controllare.

“Tu Olga rimani qui con la bambina. Chiuditi dentro casa”.

“Va bene. Mi raccomando. State attenti”.

Tommy si muove per primo, seguito dal robot, Jimmy e per ultimo Patrick. In fila indiana, uno alla volta si dirigono verso la casa di Sonny.

 

 

***

 

 

Il dormi e vita appare a Ketty e Robby come un’immensa e interminabile distesa di prati verdi a cielo aperto. A tratti spuntano alberi, arbusti e piante di varie specie.

Per arrivare fin lì hanno dovuto superare un insieme di tortuose e pericolose gallerie una dietro l’altra.

I due, per non essere visti dai robot, si mettono dietro alcuni cespugli e da quella posizione aspettano il momento giusto per uscire.

“Cosa facciamo adesso?” Domanda con voce grossa Robby.

“Aspetta un attimo. Controlliamo bene la zona”.

Intanto a duecento metri da dove si trovano si vede un robot uguale a quelli di prima. È in piedi fermo che guarda alcune piante lì vicino.

“Guarda. Lo vedi anche tu?” dice Ketty.

“No, non avrai intenzione di… “

“Non lo so ancora”. La ragazza si gira e inizia una lunga riflessione.

 

***

 

La stessa notte degli eventi che stiamo trattando a qualche chilometro di distanza dal villaggio, in uno spazioso e confortevole ufficio, dentro un grande caseggiato, Adrian Romanov, capo della Robotik il marchio leader nella costruzione di robot, discute con il Professor Partson, uno dei maggiori esperti nel campo della cibernetica. Insieme a loro c’è David fidato braccio destro di Adrian.

Adrian appoggiato sulla sua comodissima sedia dietro una scrivania in legno con le mani bioniche unite dice: “l’ho fatta chiamare per sapere come procedono gli esperimenti”.

Il professore seduto dall’altra parte su una sedia risponde: “bene, i robot cominciano a provare emozioni”.

“Perfetto, ohohoho”. Sghignazza Adrian.

“Solo che… “

“Cosa, non tenermi sulle spine”.

“Bhe, uno dei robot è scappato”.

“Per la grande madre Russa, è impossibile. Come ha fatto? Trovatelo. Nessuno deve sapere…”. Replica toccandosi nervosamente il pizzetto e i baffi.

“Non si preoccupi. Abbiamo già mandato dei nostri cyborg a controllare la zona. Sarà risolto al più presto”. Si gratta la testa e quasi schiffato dice: “signore, la sua mano… è per metà staccata dall’avambraccio”.

“Per la… Se lo prendo a quell’imbroglione che mi ha fatto questo lavoro… David”.

“Sì, command capo”.

“Dammi le istruzioni David. Non stare lì impalato”.

David prende un foglio piegato in quattro che sta nel secondo cassetto della scrivania. Lo apre e i due iniziano ad esaminarlo.

“Com’è questa roba, non si capisce niente”. dice Adrian con una grossa chiave inglese in mano.

“No capo, così è al contrario”.

“Ohoh. Lo so David. Non mi confondere. No aspe’. Così… “

“No è così”.

Il professore li guarda sbigottito infine si alza in piedi e dice: “bhe, io torno al mio lavoro”.

“Ok. Mi raccomando. Trovatelo”.

Sì, certo”. Il professore esce lasciandoli da soli coi loro problemi.

Cosa succederà adesso a Robby e Ketty nel dormi e vita?

  • Ketty decide di uscire e andare a conoscere il robot. (55%)
    55
  • Vengono sorpresi da Adam 14. (36%)
    36
  • Vengono sorpresi da un robot. (9%)
    9
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275 Commenti

  • Un lieto fine, questa si’ che mi piace ^^ Non e’ perfettamente lieto ma comunque si poteva accadere di peggio ^^”
    Anche se non sono una fan dei robot e del mondo meccanico, direi che questa storia mi ha catturato sin dall’inzio fino alla fine, complimenti!! Sinceramente mi manchera’ un po’ questa storia ^^”
    Beh non resta altro che aspettare cosa avrai in mente per la prossima storia 😀 Aspettero’ il nuovo capolavoro sfornato dalle tue mani ^^

    • Ciao. 🙂 Grazie Alexa di avermi seguito dall’inizio alla fine. 🙂 Devo dirti che neanche io sono uno fan di questo genere però per l’idea che avevo andava bene questo tipo di storia. Per quello ho scelto di scrivere un fantascienza e di metterci la cibernetica in mezzo. Son felice che ti sia piaciuta. E’ la prima volta che tratto questo tema quindi in un racconto. Ci sentiamo. Alla prossima storia. 🙂

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