Io sono…

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà adesso a Robby e Ketty nel dormi e vita? Ketty decide di uscire e andare a conoscere il robot. (55%)

Ottavo Capitolo

Sonny è già lì fuori nel giardino di casa sua che li aspetta come se avesse predetto il loro arrivo in anticipo.

“Vi ho visto dalla finestra della sala. Per quale motivo siete qui?” Domanda Sonny vedendoli lì davanti al cancello della sua umile abitazione in mattoni.

“Siamo venuti a causa sua”. Risponde a tono Tommy indicando il robot.

“È un robot. Sinceramente parlando non conosco il modello”.

“Sono un robot messaggero e sono venuto a portare un messaggio da parte del Professor Smith”.

“Professor Smith… “ Ci pensa qualche secondo prima di dare una risposta: “non l’ho conosco. Va bene vediamo cosa c’ha da dirci. Venite. Entrate”.

Uno alla volta varcano il cancelletto d’ingresso che porta direttamente ad un camminamento in ghiaia. Il robot si mette in piedi sull’erba e attraverso i suoi minuscoli occhietti videoproietta sul muro l’immagine di  un uomo con degli occhialoni sul naso un po’ affaticato e impaurito che si appresta a dire delle cose molto importante:

“Salve, sono il Professor Nicholas Smith. Appartengo ad un’equipe specializzata nella costruzione di robot di ultima generazione. Qualche anno fa io e la mia squadra siamo stati contattati per un nuovo progetto chiamato “progetto adam” rivolto alla costruzione di un nuovo modello cibernetico molto evoluto. Il nostro compito era quello di costruire delle macchine artificiali che si potevano avvicinare il più possibile a comportamenti simili a quelli umani. Questo era quello che ci era stato detto ma qualche settimana fa mentre passeggiavo tranquillamente vicino all’entrata del mio laboratorio, trovai appoggiato ad un albero un uomo in fin vita a causa di una grossa ferita sul petto. Teneva stretto tra le braccia una bambina con solamente un orecchio e metà volto tumefatto. Mi raccontò di neonati usate come cavie. Chiesi cosa intedesse con queste parole e lui mi spiegò di strane operazioni dove veniva espiantato il cuore per poi essere impiantato nel corpo dei robot a cui noi stavamo lavorando. Poi mi affidò la neonata e morì lì davanti ai miei occhi.

Ho ricostruito io l’orecchio e una parte della bocca della piccola, poi mi ricordavo di aver messo da parte un robot molto speciale di mia invenzione, che io chiamo simpaticamente “robot messaggero”. L’ho infilato all’interno dell’orecchio della bambina e grazie ad una capsula l’ho spedita nel vostro villaggio. Non l’ho mandata solo perché qualcuno si occupasse di lei ma anche per far finire per sempre questa mattanza. Vi prego. Trovate il laboratorio dove tengono i bambini e portatoli in salvo.

Io non conosco il posto esatto dove li tengono però Sonny il vostro capovillaggio conosce meglio di me la zona. Per questo ho voluto che sapesse tutta questa storia.

Un saluto Nicholas.”

Sonny si avvicina al robot e dice: “noi non possiamo sapere se tutta questa storia sia vera. Però forse conosco la persona che ci può dare le risposte che cerchiamo”.

 

***

 

“Ho deciso. Voglio conoscerlo”. Sospira Ketty.

Robby si allunga e afferradola dalla manica del capotto replica: “sei impazzita! Non possiamo presentarci così come se fossimo vecchi amici”.

“Sì, ma… non mi sembrano cattivi. Non penso che siano capaci di far del male a qualcuno”.

“Come fai… “

“Oh, fai come vuoi io vado”. Lo interrompe bruscamente. Lei si alza in piedi, esce dal cespuglio e si dirige verso il robot.

La creatura cibernetica sta ancora lì ad osservare le piante e a guardarsi intorno quando d’improvviso vede la sagoma di Ketty che si avvcina a passo svelto. Dapprima la addocchia dalla testa ai piedi, poi, in un secondo momento, urla emettendo un acuto fastidioso dalla bocca.

Aaaaahhhhhh!!!!

“Shh. Non voglio farti del male. Sono qui solo per… “

Ma il robot sembra non ascoltare le sue parole, anzi, indietreggia di qualche passo e si protegge mettendo le mani avanti.

“Perché non… “

D’un tratto si ode un allarme, si vedono tanti di quei robot andare verso di lei e mettersi tutti in cerchio lasciandola da sola al centro.

Robby esce fuori dal cespuglio ma rimane sul posto. Tutti lo guardano ma solo alcuni si avvicinano.

Uno di loro va verso Ketty e dice: “chi siete? Come avete fatto ad entrare qui dentro senza permesso?”

“Non siamo venuti qui per farvi del male. Eravamo solo curiosi di vedere questo posto”.

“Questo è un’affronto. Nessuno è mai entrato nel dormi e vita”.

“No, ma noi… “

“Basta. Andata via subito”. Sospira con severità il robot.

“Okay non… “

“Guarda Ketty”. Interviene spaventato Robby.

Ketty si gira e vede sbucare da dietro degli alberi degli strani oggetti volanti a forma sferica che si avvicinano minacciosamente.

Sonny porta Tommy e gli altri...

  • In un’altra casa lì nel villaggio. (25%)
    25
  • In un ufficio. (0%)
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  • In un laboratorio. (75%)
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275 Commenti

  • Un lieto fine, questa si’ che mi piace ^^ Non e’ perfettamente lieto ma comunque si poteva accadere di peggio ^^”
    Anche se non sono una fan dei robot e del mondo meccanico, direi che questa storia mi ha catturato sin dall’inzio fino alla fine, complimenti!! Sinceramente mi manchera’ un po’ questa storia ^^”
    Beh non resta altro che aspettare cosa avrai in mente per la prossima storia 😀 Aspettero’ il nuovo capolavoro sfornato dalle tue mani ^^

    • Ciao. 🙂 Grazie Alexa di avermi seguito dall’inizio alla fine. 🙂 Devo dirti che neanche io sono uno fan di questo genere però per l’idea che avevo andava bene questo tipo di storia. Per quello ho scelto di scrivere un fantascienza e di metterci la cibernetica in mezzo. Son felice che ti sia piaciuta. E’ la prima volta che tratto questo tema quindi in un racconto. Ci sentiamo. Alla prossima storia. 🙂

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