Io sono…

Dove eravamo rimasti?

Cosa capiterà nel prossimo episodio? Ketty e Robby entrano di nascosto da soli senza che nessuno lo sappia. (50%)

Sesto Capitolo

Il minuscolo robot avanza a piccoli passi verso Patrick e Tommy. Si ferma a pochi metri da loro e prima di prendere la parola si sgranchisce la corazza di latta con un po’ di streching. Dopodiché esercita la voce cantando un simpatico e allegro motivetto.

Lalalalalala.

“Ciao”. Sospira con la sua vocina robotica.

Nessuno risponde.

Patrick incuriosito si mette in ginocchio sull’erba e inforcando l’ingrandicose sul naso lo esamina per benino dalla testa ai piedi.

“Cavolo. Non ho mai visto un essere così… piccolo! Esclama.

Jimmy si piomba subito a fianco di Patrick e scrutta ogni suo movimento.

“Megaspaziale. Hai ragione!”

Tommy visibilmente infastidito si fa largo tra i due dicendo con tono accusatorio: “ehi fatemi vedere anche a me”.

“Va bene. Però non spingere”. Si lamenta Jimmy.

“Miseriaccia. È strano. Non ho mai visto una cosa del genere”. Continua a dire Tommy.

“Sembra fatto con uno strano materiale metallico”. Replica Patrck.

“Ma il suo aspetto fisico è uguale al nostro”. Interviene Jimmy.

“Ma dove sono capitato!” si domanda il robot. “C’è qualcosa che non mi quadra”. Poi guardandosi i piedi dice: “queste dimensioni non vanno bene. Aspettate. Mi serve una pompatina”. Sfila un piccolo cavo dall’avambraccio e lo attacca all’inteno di un foro che si trova vicino al fondosciena. Dal suo fianco destro toglie una manovella e comincia a spostarla velocemente su e giù. Il suo corpo inizia a gonfiarsi e a ingrandirsi sempre di più fino ad arrivare ad un’altezza di circa sessanta centimetri.

Rimangono tutti zitti e fermi con la bocca spalancata dallo stupore.

Il robot con calma come se niente fosse successo dice: “Ah. Perfetto. Così va meglio. Ora possiamo continuare. Siete del villaggio?”

I tre rispondono tutti in coro: “Sì, certo”.

“Bene. Allora il professore non si è sbagliato. Devo parlare con Sonny?”

Olga che fino a quel momento è rimasta zitta prende per la prima volta la parola: “chi sei? E come facciamo a fidarci di te?”

“È vero. Ci devi ancora molte spiegazioni”. Continua a dire Tommy imbronciato.

“Sono un robot messaggero e ho da dire cose molto importanti al vostro capovillaggio.”

Patrick si alza da terra e guardando la bambina dice: “scusa, ma allora la bambina è un robot?”

“No, solo il suo orecchio e una parte della sua bocca. Il resto del suo corpo è umano.” Si ferma un attimo per riprendere fiato: “son rimasto all’interno di una capsula che sta all’interno del suo orecchio, ma durante il viaggio la mia batteria si è esaurita per quello ho tardato ad uscire. Non posso dirvi altro. Portatemi da Sonny. Son stato programmato per portare un messaggio a lei”.

“Perchè non c’è lo puoi dire a noi?” Insiste Tommy.

“Ripeto. Portatemi da Sonny”.

D’un tratto Patrick viene distratto da una strana ombra riflessa sulle lenti del suo ingrandicose. Si alza e senza dir niente si allontana da tutti.

 

 

***

 

Robby si avvicina a Ketty e appoggiando la sua mano grassottella sospira con voce dispiaciuta: “andiamo lasciamo perdere”.

Lei non lo guarda nemmeno aspetta con ansia una risposta dal robot.

Adam 13 con aria severa replica: “non possiamo accettare. È severamente proibito entrare nel dormi e vita agli estranei. Quindi è meglio che torniate da dove siete venuti. Andiamo 14”.

Adam 14 china la testa in avanti e con voce pacata dice: “va bene.” Rigira la testa e guardando di nuovo Ketty prosegue a dire: “Mi dispiace ragazzi”. I due si voltano e cominciano lentamente ad allontanarsi.

“Pazienza. Torniamo a casa”. Sospira Robby.

“Aspetta. Ho un’idea, seguimi”.

“No, non vorrai…”.

“Certo”.

“Ma…”

Ketty stuffa di ascoltarlo, lo prende dal bavero del giubbotto e lo trascina con sé dietro gli alberi. I due robot non sono ancora molto lontani, quindi Ketty e Robby si fermano in attesa del momento giusto.

All’improvviso Adam 13 va verso la montagna seguito da 14. Si blocca davanti ad una roccia e allungando un braccio la preme provocando uno strano rumore. Poi, come per magia, la montagna si apre in due scoprendo un’entrata.

“Avviciniamoci”. Sussurra Ketty. Per non essere scoperti si mettono defilati vicino alla parete che stanno a poca distanza dalla montagna e pazientemente aspettano che tutto torni normale.

I due si infilano all’interno ma la montagna rimane a lungo aperta.

Robby si gira verso Ketty e sussurra: “guarda l’entrata è rimasta aperta”.

“È vero. Possiamo approfittarne. Okay al mio tre ci muoviamo.” Si ferma un attimo poi inizia a contare: “uno… due… tre. Andiamo”.

I due si fiondano rapidamente verso la roccia. Quando sono a pochi passi entrano furtivamente all’interno.

Cosa vede Patrick di così importante vicino alla casa di Tommy?

  • Una macchina volante. (40%)
    40
  • Un cyborg. (60%)
    60
  • Un robot. (0%)
    0
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275 Commenti

  • Un lieto fine, questa si’ che mi piace ^^ Non e’ perfettamente lieto ma comunque si poteva accadere di peggio ^^”
    Anche se non sono una fan dei robot e del mondo meccanico, direi che questa storia mi ha catturato sin dall’inzio fino alla fine, complimenti!! Sinceramente mi manchera’ un po’ questa storia ^^”
    Beh non resta altro che aspettare cosa avrai in mente per la prossima storia 😀 Aspettero’ il nuovo capolavoro sfornato dalle tue mani ^^

    • Ciao. 🙂 Grazie Alexa di avermi seguito dall’inizio alla fine. 🙂 Devo dirti che neanche io sono uno fan di questo genere però per l’idea che avevo andava bene questo tipo di storia. Per quello ho scelto di scrivere un fantascienza e di metterci la cibernetica in mezzo. Son felice che ti sia piaciuta. E’ la prima volta che tratto questo tema quindi in un racconto. Ci sentiamo. Alla prossima storia. 🙂

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