Io sono…

Dove eravamo rimasti?

Patrick sospetta che Tommy abbia barato. Per questo vuole indagare. Dove inizierà le sue indagini? Nella cantina di Tommy. (50%)

Terzo Capitolo

Nel luogo dove si è svolta la gara ci sono ancora le impronte delle scarpe dei concorrenti e delle persone che son venuti a vederli.

Ketty e Robby sono lì che si preparano a setacciare tutta la zona. Di norma la notte è più difficile trovare indizi utili ma, è l’unico momento che la gente del villaggio dorme e, quindi, ci sono meno probabilità di essere visti da qualcuno. D’altronde Ketty vuole capire! Chi c’era quella mattina dietro quell’albero? È giunto il momento di scoprire la verità!

“Sei sicura di volerlo fare? Forse era solo un animale”. Dice Robby.

“Ti ho già detto che erano sicuramente dei passi. Non poteva essere un’animale”.

“Okay. Sbrighiamoci però, mia madre non sa che sono quà. Oltrettutto c’è un freddo. Brrrr…”

“Non dovremo metterci molto. Ti avevo detto di metterti qualcosa di più pesante adosso”. Infatti, oltre ai suoi vestiti, indossa solo un giubbotto che gli arriva fino alla vita. Katty, invece, ha un cappotto che la ricopre dal collo fino alle ginocchia.

La zona è vasta ma desolata: c’è solo qualche roccia vicino alla montagna che spunta dal terreno, e un insieme di alberi e cespugli un po’ più distanti.

“Hai portato l’illuminatutto!”.

“Certo ce l’ho qui in tasca”.

“Bene. Indossalo”.

L’illuminattutto è un polsino con delle caratteristiche particolari: ogni qual volta si stringe il pugno della mano esce un raggio di luce potente dai bordi in direzione dell’oggetto preso in esame.

Katty va verso gli alberi e toccandone uno dice: “Ecco. L’albero è questo”.

Robby la guarda senza proferir parola. Poi accendendo il suo illuminattutto comincia a controllare nei dintorni. Ketty fa lo stesso, fiduciosa di trovar qualcosa. D’improvviso sente un rumore e girandosi dalla parte di Robby sottolinea: “hai sentito!”

“No. Cosa”. Replica lui, infine puntando lo sguardo verso un cespuglio esclama: “Ahhh. Mamma mia!”

 

***

Nello stesso momento che Robby e Ketty stanno conducendo le loro indagini, Patrick si trova davanti a casa di Tommy.

Si è fatto dire in gran segreto da qualche suo amico l’orario e il giorno esatto in cui i due coniugi sarebbero stati entrambi fuori.

La casa di Tommy è un’affascinante villetta a due piani con pareti di colore verde acqua. Un camminamento in ghiaia porta direttamente all’ingresso. Intorno c’è il giardino con un bel prato inglese, mentre nel retro c’è l’entrata per una cantina.

Patrick è pronto ad entrare dentro ma d’improvviso qualcuno gli tocca la spalla da dietro. Lui si gira di scatto e vede la sagoma di Jimmy. Osserva per un attimo il suo braccio sinistro che è ingessato a causa della caduta durante la gara poi, guardadolo negli occhi, dice: “Che vuoi!”

“Che ci fai qui?”

“Niente. Passeggiavo”.

“Dai, cosa stai tramando…”

“Ok”. Lo interrompe Patrick. Poi infine dice: “Devo entrare a casa di Tommy. Penso che abbia baratto durante la gara. Voglio trovare qualche indizio per incastrarlo”.

“Voglio venire anch’io”.

“Va bene, però stai dietro di me e fai quello che ti dico”.

“Okay”.

I due si dirigono dall’altra parte della casa dove c’è la cantina.

“Entriamo da qui. Penso che questo sia il posto giusto per nascondere i propri segreti”. Dice Patrick.

Jimmy si limita ad annuire.

Patrick va per primo. Supera cinque scalini che portano all’entrata, apre molto facilmente l’uscio e infine dice a Jimmy di seguirlo.

Appena Patrick è all’interno avvicina la mano al muro e automaticamente da dei faretti incastrati nel soffitto esce una luce che illumina tutta la stanza. Prima di mettersi al lavoro da un’occhiata in giro. Solo in un secondo momento va da una parte della stanza e, mettendosi degli strani occhiali che si allungano e rimpicioliscono con un pulsante, controlla degli scatoloni messi per terra l’uno sull’altro.

Jimmy non lo aiuta, anzi va invece a curiosare verso uno scafale pieno zeppo di bottiglie di vino. Le guarda per benino e prendedone una sottolinea: “wow, si tratta bene il tipo”.

“Invece di stare lì vieni a darmi una mano”. Dice Patrick.

“Ah, sì”. Rimette a posto la bottiglia e raggiunge l’amico.

Patrick notandolo arrivare con la coda dell’occhio si gira lentamente verso di lui.

“Aaaaahhhhh”. Urla Jimmy.

“Shhhh. Calmo sono solo delle lenti ingrandicose”. Patrick preme un pulsante e gli occhiali tornano di nuovo normali.

“Ah. Mi avevi spaventato. Quasi quasi mi veniva un colpo”.

Patrick guarda il soffitto e sospira indicando qualcosa: “guarda, una botola con dei gradini. Da lì forse si entra direttamente all’interno dell’abitazione”. Si ferma un momento per guardarsi in giro. Poi quasi sussurando propone a Jimmy: “Vieni. Controlliamo qualche scatola”.

“Tutte. Ci vorrà una giornata”.

“Non ti preoccupare. Il tempo non ci manca”.

“Uff… forse era meglio…”

 “Zitto un attimo.” Sta in silenzio per qualche secondo e poi sussurra: “sta arrivando qualcuno”.

Si sente movimento di sopra, una bambina piangere e due persone confabulare fra di loro.

In tutto quel trambusto alla fine Patrick e Jimmy vedono la botola aprirsi e l’ombra di una persona che si accinge a scendere le scale.

Cosa ha visto Robby di così importante da farlo addirittura sussultare?

  • Uno strano oggetto mettallico. (29%)
    29
  • Due occhi che lo fissano. (71%)
    71
  • Una luce intensa. (0%)
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275 Commenti

  • Un lieto fine, questa si’ che mi piace ^^ Non e’ perfettamente lieto ma comunque si poteva accadere di peggio ^^”
    Anche se non sono una fan dei robot e del mondo meccanico, direi che questa storia mi ha catturato sin dall’inzio fino alla fine, complimenti!! Sinceramente mi manchera’ un po’ questa storia ^^”
    Beh non resta altro che aspettare cosa avrai in mente per la prossima storia 😀 Aspettero’ il nuovo capolavoro sfornato dalle tue mani ^^

    • Ciao. 🙂 Grazie Alexa di avermi seguito dall’inizio alla fine. 🙂 Devo dirti che neanche io sono uno fan di questo genere però per l’idea che avevo andava bene questo tipo di storia. Per quello ho scelto di scrivere un fantascienza e di metterci la cibernetica in mezzo. Son felice che ti sia piaciuta. E’ la prima volta che tratto questo tema quindi in un racconto. Ci sentiamo. Alla prossima storia. 🙂

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