Dove eravamo rimasti?
TRE.“Ciao Alex, tutto ok, grazie…No, non sono a Bologna, sono a Roma per quel corso di cui ti ho parlato, sono arrivata oggi! Ah volevi uscire?…Mi sa che allora non ci vedremo per un pezzo…A meno che tu non venga a fare un giro da queste parti, sai ho dato un’occhiata e pare che con la bella stagione ci siano un sacco di concerti e festival carini…Ah devi studiare per gli esami di giugno…Vabbè se cambi idea, fammi sapere! Ciao, un bacio, a presto!”
Tut…Tut…Tut…
Fu proprio mentre chiuse la telefonata che si rese conto che era stata mooolto più carina e dolce di come erano le sue intenzioni. Qualche settimana prima in occasione di una delle loro saltuarie uscite si era ripromessa di non rispondere con solerzia alle sue chiamate. E non in quel modo smielato…
Un po’ più di rigore, eccheccacchio!
Ma inevitabilmente si sorprese a camminare con un mezzo sorriso sulle labbra. Sciocco e allegro come se fosse stato disegnato da un pittore ubriaco. Poi rifletté sul fatto che la chiamata era stata fatta da un altro numero e che quindi lei non poteva realmente sapere che si trattava di lui.
Se l’avesse saputo, non avrebbe risposto. Ovviamente. Il sorriso divenne una smorfia.
Comunque non era il caso di armeggiare una paranoia intera per tre minuti di conversazione. Sull’onda di una sottile amarezza camminava senza fare caso al nuovo quartiere. Riuscì a non notare il tramonto viola e rosso dietro le immobili rovine romane sulla piccola collinetta a ridosso del viadotto stradale. Perfetta sintesi dell’urbe verticale contemporanea, nata dalle doglie dei resti del passato. Un tonfo al cuore. Se solo lo avesse notato.
Ma la sua testa macinava altro.
Stava ricordando quando aveva conosciuto Alex, a gennaio, ad una festa di compleanno: dopo la torta, mentre tutti avevano iniziato entusiasti una partita a Pictionary, entrambi annoiati e depressi avevano deciso di uscire . Fu così che se ne andarono sfrecciando nella notte, su una vecchia Atala verde, le dita congelate dal freddo e un po’ di rimorso per il festeggiato.
Si fermarono in più bar, e ad ogni tappa sceglievano con cura il chupito o il grappino che avrebbero ordinato per riscaldare le orecchie. Ridevano e bevevano.
Poi arrivò un bacio. A lui piaceva il disegno che faceva il respiro di lei quando uscendo dalla bocca incontrava il freddo della notte senza luna. A lei piaceva il contrasto di quegli occhi e di quella pelle chiarissimi con i suoi vestiti scuri.
Ma non durò molto.
Da lì si sentirono e si videro per una settimana quasi ogni giorno. Poi lui iniziò a non rispondere e a non farsi sentire. Uscirono altre cinque o sei volte in tutto negli ultimi quattro mesi.
Solo da poco però Alice aveva realizzato che lui in questi intervalli si dava da fare con uno svariato numero di altre amiche. Ben arrivata chiarezza!
Aveva così deciso di evitare di cercarlo e di pensarci, e magari di uscirci!
Ancora immersa in queste acute strategie si accorse del vino tra le mani e di come a quell’ora la città si fosse fatta più gentile.
Fu qui che accadde un fatto strano.
Imboccata la via di casa notò un uomo che le stava andando incontro, come per dirle qualcosa. Vestito di grigio e con il volto scavato e abbronzato zoppicava portandosi appresso una vecchia stampella. Quando erano sul punto di incrociarsi Alice non riuscì a fare a meno di guardarlo negli occhi e notò che anche lui la stava fissando, in un modo severo ed intenso, quasi avesse predetto una disattenzione di lei nell’urtarlo.
Ma non si toccarono.
Lui continuò a guardarla insistentemente, poi pronunciò parole confuse verso Alice che ne percepì soltanto alcune, e che suonavano come: ”Incontrerai i girasoli…” o qualcosa di simile.
“Eh?” Esclamò Alice, che non aggiunse altro, non proprio sicura di ciò che aveva sentito.
Finalmente arrivò al suo palazzo, entrò in casa dove un profumino invitante si spandeva dalla piccola cucina.
“Voilà!” Entrò sfoggiando il Nero d’Avola, e fatte le presentazioni di rito con Roberto, che nel frattempo era tornato a casa, si misero a mangiare e a bere amichevolmente.
Cosa succede dopo la cena?
- Uno dei due coinquilini è molto stanco così Alice esce con uno solo dei due ragazzi. Mèta: un concerto all’aperto. (14%)
- Giovanni e Roberto escono ma Alice resta in casa perché è stanca e non resiste alla tentazione di richiamare Alex. (29%)
- Un blackout elettrico lascia i tre nuovi coinquilini senza luce per tutta le sera. (57%)

08/01/2014 at 11:20
Finalmente! Non ci speravo più… Finale aperto! Me lo sentivo!Comunque bello, sono felice che hai concluso il ciclo, ora qualcos’altro ti aspetta! Ci vediamo:)
08/01/2014 at 00:39
Meglio tardi che mai…!Ma ecco il finale. Grazie a tutti per questo bel viaggio, durato tanto lo so, (più di una gestazione), ma proprio per questo sempre ricco dei vostri consigli e dei vostri racconti! A presto 🙂
15/11/2013 at 11:15
Voto per il mistero: qualcosa o qualcuno glielo impediscono!
23/10/2013 at 22:53
Anche io sono per qualcuno o qualcosa glielo impedì….aspettiamo!! 🙂
24/10/2013 at 17:03
Cosa proponi come impedimento? 🙂
23/10/2013 at 16:57
Direi che a questo punto un messaggio in più o in meno non è rilevante!
23/10/2013 at 16:41
Qualcuno o qualcosa glielo impedí..
Stupiscici.. 😉
23/10/2013 at 16:00
Ciao, è la prima volta che commento il tuo racconto e mi dispiace di essere arrivata così tardi perché ormai è quasi finito 🙁
Se ti va dai un occhiata alla mia storia…
23/10/2013 at 16:14
Ciao! Grazie di essere passata, passerò senz’altro! Ciao a presto 🙂
25/09/2013 at 00:15
Eccomi!! Un bel confronto post pic nic non guasterebbe!!
24/09/2013 at 23:35
Concordo… Giovanni! 😉 Una storia molto bella.. Ti seguo e aspetto il prossimo episodio!!! 🙂
22/09/2013 at 12:10
Anche io voto per la stanza di Giovanni!!! Bella storia, ti seguo!
24/09/2013 at 17:22
Grazie mille!!! 🙂 Giovanni 10 resto del mondo 0… :))
21/09/2013 at 11:11
Nella stanza di Giovanni… assolutamente!
… wow!
Ti seguo 😉
21/09/2013 at 11:27
Ciao! Grazie per il wow e grazie per essere passata! Quasi tutti per Giovanni quindi…. !!Chissà chissà! 🙂
12/09/2013 at 21:00
I picnic mi piacciono. I post ancora di più, quando lo stomaco annaffiato dal vinello comunica alla testa che è ora di schiacciare un pisolino.
17/09/2013 at 00:03
Eh eh infatti anche a me…:)
12/09/2013 at 17:15
Nella stanza di Giovanni, a farci un po’ gli affari suoi.
17/09/2013 at 00:06
siiiii!! 🙂
12/09/2013 at 14:56
Giovanni ha saputo nascondersi dietro un sorriso sterile
ma siamo sicuri che dietro quel sorriso e quella indifferenza non ci sia nulla?
Magari una volta solo nella sua camera…
12/09/2013 at 15:45
Anche secondo me qualcosa c’è…bisogna capire perché si tira indietro! Grazie per essere passata! 🙂
12/09/2013 at 15:53
e di che ?
sempre un piacere 🙂
se hai tempo passa anche tu
i consigli sono sempre graditi
soprattutto da una come me alle prime armi XD
12/09/2013 at 15:55
e di che ?
sempre un piacere 🙂
se hai tempo e può farti piacere passa anche tu
i consigli sono sempre graditi
soprattutto da una come me alle prime armi XD
17/09/2013 at 00:04
A volte si pensa di sapere cosa possano pensar gli altri ma poi si prende una gran cantonata e non ci si spiega il perché, chissà che Giovanni abbia voglia di dircelo!
11/09/2013 at 23:39
Giovanni dovrà fare i conti con il lettore e allora, vediamo che pensa..
12/09/2013 at 15:55
Già, ormai le scelte di Giovanni hanno i minuti contati…!!:)
11/09/2013 at 20:46
Bell inizio sono ancora al numero UNO ..bello interessante!
12/09/2013 at 16:49
Grazie! Se ce la fai, arriva all’ottavo così mi suggerisci come continuare!! 🙂 La fine del racconto è vicina!!
09/09/2013 at 13:28
Roberto e Alice.
D.
12/09/2013 at 16:48
Et voilà!
12/06/2013 at 09:26
Io vorrei sentire cos’ha da dire Roberto! Vediamo… 🙂