LA STANZA DEI GIRASOLI

Dove eravamo rimasti?

Proiettatevi. Dove vorreste essere? Nella stanza di Giovanni. (50%)

Nove.Quanto può essere lungo un pomeriggio?
Quanto può essere forte il battito delle lancette dell’orologio? Quanto può il suo ticchettio insidiare ogni tipo di pensiero, dal più futile al più meritevole? Quanti gradi può raggiungere il nostro corpo riscaldato dal parossismo estivo?
Chi è lei e perché è venuta qui?

“E’ una strega, ma anche una dea, ed era così vicina…Le cose potrebbero andare così. Bene. Oppure tutto potrebbe andare male, e lei sarebbe comunque di là. Nella stanza accanto. Potrei tornare a casa la sera e desiderare solo di vedere il suo sorriso, oppure potrei aver voglia di non tornare affatto.
Lascia o raddoppia, rischiatutto. Non credo di sentirmela.”

Quando lo streaming si fermò dopo la sigla di un altro episodio di Dexter, Giovanni si era ormai già addormentato, e l’aveva fatto con la convinzione che al risveglio avrebbe avuto la situazione più chiara. Solo il rumore della ventola del pc rimasto acceso sulla scrivania vicino al letto rompeva il silenzio in cui era immersa la stanza, ma Giovanni non sentì niente per due ore buone.
Quando infine si svegliò era più tranquillo, mandò un paio di messaggi e addentando un biscotto preso in cucina si infilò i jeans e una maglietta.
Stette a cazzeggiare sul pc ancora un po’, poi suonò il citofono. Ilaria, la vecchia amica che non vedeva dall’inizio dell’estate, era arrivata.
Sperava che ci fosse…come si chiama? Alice? Era curiosa di conoscerla. Così chiese subito più dettagli. Giovanni raccontò di lei senza accennare affatto agli ultimi giorni.
Ieri sera al locale era convinto di volerla, poi non più, a casa aveva capito che poteva essere più un male che un bene e ora di nuovo credeva nella indifferenza che le stava costruendo addosso.
La sua elaborazione maschia della cosa era arrivata ad una soluzione. Avrebbe lasciato tutto come era. Compiaciuto della soluzione si rilassò e ascoltò le pene d’amore di Ilaria per un tale che aveva conosciuto la settimana prima a non si sa quale festa. Giovanni si stupiva nell’ascoltarsi elargire così tanti buoni consigli, ma forse era vero, lui aveva davvero un sesto senso in più. Come era riuscito a risolvere la sua situazione, poteva capire anche quelle degli altri e dare dritte interessanti.
Il sole stava iniziando a scendere lentamente e Giovanni e Ilaria uscirono a prendersi qualcosa da mangiare: se non volevano spostarsi, la sola scelta era la pizzeria sotto casa, tutto il resto era chiuso. Si sedettero a mangiare su una panchina della piazzetta sotto casa di Giovanni.
“Ilaria non ti ho detto che in realtà ieri siamo usciti insieme!”
“Chi?”
“Io e Alice…”
“Ilaria spalanca gli occhi e si blocca dal masticare il suo crostino al prosciutto”.
“Stai scherzando, e perché non me l’hai detto?”
“Non lo so, ma mi sento un pazzo sto cambiando idea ogni dieci minuti riguardo a quell’uscita, riguardo a lei, riguardo anche a me…”
“Tornare sui propri passi è sintomo di intelligenza, anche per uno come te…”
“Mastica e dimmi qualcosa di utile per favore…”
“Bè direi che forse dovresti permettere alle persone di avvicinarsi un po’ di più e di ascoltare meno il tuo ego, per una volta…
“Che vuoi dire, scusa?”
“Che non devi essere il solito egoista…Passami la birra!”
“Tieni… Scusa ma che cazzo c’entra l’egoismo?”
“Egoismo deriva da ego, l’ego sei tu, tu che non devi soffrire, tu che non scopri mai le carte, tu che non passi la birra! Non la conosco e non so niente, quindi potrei sbagliare, ma forse dovresti provare a vedere come va…Se ci stai pensando, e io credo che sia così, se ti piace e c’è una minima possibilità che valga la pena esporsi, forse dovresti lasciarti andare e non pensare a tutte le stracazzo di conseguenze…Scusa ma con te certi concetti vanno sottolineati…”
Stettero lì ancora un po’ a parlare, poi Giovanni l’accompagnò alla fermata del tram. Tornando a casa buttò il filtro della sigaretta e prese dalla tasca il cellulare. Mandò un messaggio. “Dove sei? Torni?”

Alice non risponderà mai a quel messaggio.

  • Qualcosa o qualcuno glielo impedì. (50%)
    50
  • Così è. (20%)
    20
  • Ma non fu rilevante. (30%)
    30
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150 Commenti

  • Amaranta, non smetto di leggere..è come una droga..non riesco a non farne a meno!
    Sei bravissima, continua così!! E anche se le persone criticano il tuo modo di scrivere non ascoltarle! Difendi sempre le tue parole, le tue idee..non perchè siano giuste ma perchè sono tue.
    Complimenti!!

  • Sorry per il ritardo!! Per fortuna sono arrivata in tempo prima del nuovo episodio…Anch’io voto per Roberto che potrebbe dirci qualcosa in più su questo Giovanni, (che in fondo in fondo non mi convince)…A presto!!!

  • Più vado avanti a leggerlo più mi emoziono, sembra che la protagonista sia io, prende tantissimo. Sei stata bravissima fino ad adesso! Continua così Amaranta e deliziaci con i tuoi racconti.
    Un bacio,
    Charol.

  • Dai, vediamo la ex che combina, cosa ci racconta.
    “quella che prima era la cucina ed ora invece era uno spazio d’incertezza fatto solo delle loro parole”, questo passaggio qui mi è piaciuto tantissimo, così come la conclusione del capitolo, con quei due che, prima di salutarsi, se ne stanno sulla terrazza a chiacchierare fino alle 2. Bello.

    D.

  • Mi piace quando esce e respira e cerca sollievo nelle persone che incontra, la estenderei questa parte per quanto mi vien voglia di approfondirla.
    La storia si fa molto interessante, la dimensione coinquilini, la camera scelta a scatola chiusa con i girasoli appassiti e i riferimenti alle serie tv.
    Ti seguo ancora e con piacere 😉

    Ho votato per il vecchio amico romano. Magari ci si potrà rivedere.

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