Dove eravamo rimasti?
Otto.La testa di Alice pesava come un macigno, mille i pensieri, mille le ipotesi. La sua mente che razionalizzava descriveva una linea dritta e orizzontale, il corpo, il petto, il cuore, la pancia ne emettevano una che si lanciava dapprima verso l’alto e poi si buttava a capofitto esplodendo sul pavimento, creando uno spaventoso grafico d’ansia.
Era sveglia da 3 ore ormai, ma non era riuscita né a fare colazione, né a decidere cosa mettersi (per stare in casa), né a godersi la domenica. Era in stato confusionale. E in tutto questo lo sentiva fischiettare in cucina mentre si preparava la pasta.
Ancora non riusciva a credere che le cose potessero avere preso quella piega inaspettata. Provava a scorrere nella mente quello che era successo senza arrivare a nessuna spiegazione per quella conclusione ignobile.
I maledetti girasoli nel loro bel vaso di ceramica verde, la guardavano sornioni, come se essi sapessero la risposta all’impossibile quesito.
Ripensò a quando avevano risalito con la bicicletta la strada che li conduceva verso casa, pensò al cuore che le batteva come una bomba, a quel turbine che la scuoteva, allo stordimento dato dal desiderio di conoscere il suo corpo, sino all’incontro con la voragine che aveva messo fine alla serata.
Legata la bici, lui era sempre sorridente e coinvolto negli slanci amorevoli di lei, ma dopo le scale e una volta entrati nella piccola cucina, le fece capire che si sarebbero salutati lì. Lei credeva che scherzasse, ma poi lui si fece serio, spiegò che sarebbe stato meglio così e la porta semplicemente si chiuse.
Capì di essersi lasciata andare come non le capitava da tempo, ma si era esposta troppo e ora lui era in una situazione di superiorità emotiva e decisionale.
Alice se ne andò in camera sua sbattendo la porta così forte che i muri tremarono. Un tonfo glaciale nella calda notte estiva, cui non fece sèguito un ritorno in scena di lui che si mise invece, probabilmente, a dormire.
E ora stava tagliando i pomodorini per farci la pasta. Fischiando. Alice aspettava quantomeno che andasse a cercarla per parlarle, ma niente. Fischiava. E lei, era deciso, non si sarebbe affatto mossa.
Fu allora che sentì Roberto uscire dalla stanza ed entrare in cucina. Doveva essere di ottimo umore perché rideva e chiacchierava con Giovanni, che contraccambiava. Un minuto dopo anche Alice era in cucina.
“Ciao ragazzi!”
“Alice, che bel pigiama!”
“Già, di gran classe, vero?”
“Come va tutto, bene?”
“Sì, sì, mi dedico ad un po’ di sano bradipismo domenicale..”
Solo Alice e Roberto parlavano, Giovanni annuiva appena. Lei si accertò di sottecchi della sua espressione senza farsi vedere da Roberto che nel frattempo stava mettendo nello zaino delle cose prese dal frigo.
“Se non siete troppo bradiposi, io sto andando ad un pic nic con degli amici a Villa Ada, se vi va potete unirvi…”
Giovanni declinò lamentandosi del caldo, mentre Alice che cercava nella sua mente provata la risposta perfetta a quella situazione precaria neanche si accorse di come stava guardando Giovanni.
Poi, sicura e decisa si girò verso Roberto e sorridendo aderì alla “simpatica iniziativa”, la definì proprio così.
“Tra quanto parti? Ce la faccio a farmi una doccia veloce?”
“Si, prima che il sole tramonti però! Sai, conosco i tuoi tempi…”
In fretta e furia Alice si preparò, contenta di non dover restare a rimuginare tutto il giorno, ma quando arrivò al rimmel,iniziò a pentirsi della scelta. Tuttavia era decisa ad andare.
Uscì dal bagno urlando che aveva quasi finito, la cucina era vuota e lui stava già mangiando con la porta socchiusa. Che tipo!
Avrebbe voluto ignorarlo completamente, ma non ce la fece. Così bussò alla sua porta. “Se in caso cambi idea puoi sempre raggiungerci dopo…”
Lui sorrise ironicamente e ringraziò.
La delusione di Alice si sfogliava pagina su pagina nel suo petto di cartapesta. Era certa che le avrebbe fato gesto o segno di restare, una qualsiasi cosa in codice, una mimica. E invece, solo rimase, quello sterile sorriso.
Proiettatevi. Dove vorreste essere?
- Al post pic nic. (25%)
- A Villa Ada, durante il pic nic. (25%)
- Nella stanza di Giovanni. (50%)

08/01/2014 at 11:20
Finalmente! Non ci speravo più… Finale aperto! Me lo sentivo!Comunque bello, sono felice che hai concluso il ciclo, ora qualcos’altro ti aspetta! Ci vediamo:)
08/01/2014 at 00:39
Meglio tardi che mai…!Ma ecco il finale. Grazie a tutti per questo bel viaggio, durato tanto lo so, (più di una gestazione), ma proprio per questo sempre ricco dei vostri consigli e dei vostri racconti! A presto 🙂
15/11/2013 at 11:15
Voto per il mistero: qualcosa o qualcuno glielo impediscono!
23/10/2013 at 22:53
Anche io sono per qualcuno o qualcosa glielo impedì….aspettiamo!! 🙂
24/10/2013 at 17:03
Cosa proponi come impedimento? 🙂
23/10/2013 at 16:57
Direi che a questo punto un messaggio in più o in meno non è rilevante!
23/10/2013 at 16:41
Qualcuno o qualcosa glielo impedí..
Stupiscici.. 😉
23/10/2013 at 16:00
Ciao, è la prima volta che commento il tuo racconto e mi dispiace di essere arrivata così tardi perché ormai è quasi finito 🙁
Se ti va dai un occhiata alla mia storia…
23/10/2013 at 16:14
Ciao! Grazie di essere passata, passerò senz’altro! Ciao a presto 🙂
25/09/2013 at 00:15
Eccomi!! Un bel confronto post pic nic non guasterebbe!!
24/09/2013 at 23:35
Concordo… Giovanni! 😉 Una storia molto bella.. Ti seguo e aspetto il prossimo episodio!!! 🙂
22/09/2013 at 12:10
Anche io voto per la stanza di Giovanni!!! Bella storia, ti seguo!
24/09/2013 at 17:22
Grazie mille!!! 🙂 Giovanni 10 resto del mondo 0… :))
21/09/2013 at 11:11
Nella stanza di Giovanni… assolutamente!
… wow!
Ti seguo 😉
21/09/2013 at 11:27
Ciao! Grazie per il wow e grazie per essere passata! Quasi tutti per Giovanni quindi…. !!Chissà chissà! 🙂
12/09/2013 at 21:00
I picnic mi piacciono. I post ancora di più, quando lo stomaco annaffiato dal vinello comunica alla testa che è ora di schiacciare un pisolino.
17/09/2013 at 00:03
Eh eh infatti anche a me…:)
12/09/2013 at 17:15
Nella stanza di Giovanni, a farci un po’ gli affari suoi.
17/09/2013 at 00:06
siiiii!! 🙂
12/09/2013 at 14:56
Giovanni ha saputo nascondersi dietro un sorriso sterile
ma siamo sicuri che dietro quel sorriso e quella indifferenza non ci sia nulla?
Magari una volta solo nella sua camera…
12/09/2013 at 15:45
Anche secondo me qualcosa c’è…bisogna capire perché si tira indietro! Grazie per essere passata! 🙂
12/09/2013 at 15:53
e di che ?
sempre un piacere 🙂
se hai tempo passa anche tu
i consigli sono sempre graditi
soprattutto da una come me alle prime armi XD
12/09/2013 at 15:55
e di che ?
sempre un piacere 🙂
se hai tempo e può farti piacere passa anche tu
i consigli sono sempre graditi
soprattutto da una come me alle prime armi XD
17/09/2013 at 00:04
A volte si pensa di sapere cosa possano pensar gli altri ma poi si prende una gran cantonata e non ci si spiega il perché, chissà che Giovanni abbia voglia di dircelo!
11/09/2013 at 23:39
Giovanni dovrà fare i conti con il lettore e allora, vediamo che pensa..
12/09/2013 at 15:55
Già, ormai le scelte di Giovanni hanno i minuti contati…!!:)
11/09/2013 at 20:46
Bell inizio sono ancora al numero UNO ..bello interessante!
12/09/2013 at 16:49
Grazie! Se ce la fai, arriva all’ottavo così mi suggerisci come continuare!! 🙂 La fine del racconto è vicina!!
09/09/2013 at 13:28
Roberto e Alice.
D.
12/09/2013 at 16:48
Et voilà!
12/06/2013 at 09:26
Io vorrei sentire cos’ha da dire Roberto! Vediamo… 🙂