Dove eravamo rimasti?
Sei.Un respiro leggero e caldo sul collo la fece rabbrividire ma le braccia che la cingevano con forza da dietro le impedivano di guardarlo negli occhi come avrebbe voluto. Il sole si scoloriva nel viola e sentì le sue labbra che le baciavano il collo.
“Girami!” protestò Alice sorridendo e lui l’accontentò e la baciò piano in quel tumulto del cuore, nel suo sapore voluttuoso di miele e porpora.
Non solo senza persiane, ma priva anche delle tende, la finestra era un libro aperto per il sole che stava seducendo da un po’ gli occhi di Alice. Si girò e rigirò prima di alzarsi e dedicarsi alla sua illuminazione: “E’ sabato, sì, è sabato!”
Niente corso il sabato. Strisciò le infradito e partì verso la cucina per la missione caffè. Mentre lo cercava in punta di piedi si ricordò delle braccia e del bacio e del sole e del tumulto al cuore. Sorrise.
“Ma dove ho messo il caffè?” Un contenitore saltò sulla sua testa e dopo il fragore l’aroma esplose sul pavimento.
“Buongiorno!”
“Ciao Giovanni, come va?”
Arrossì, come se lui avesse visto il suo pensiero e per il pigiama rosa con pinguino che si ritrovava addosso.
“Ah ah! A me bene, forse a te un po’ meno!”
Preparò due caffè, Alice, dimentica del pigiama e di tutto il resto, lo guardava e gli faceva mille domande sulla sera precedente.
(Niente di che giusto un concerto a Testaccio, era tornato presto e ora doveva fare delle cose tipo pitturare un tavolino e non so che altro, non nominò Marta. Comunque, che sola questo Giovanni: dacché parevano super affini, non le aveva mai chiesto di uscire con lui e i suoi amici, poteva anche essere un po’ più free, più easy…).
Anche Alice aveva da fare: era giunta l’ora di rendere la stanza più sua, più viva, aveva mille idee in testa e si sentiva attiva e raggiante.
Non fece in tempo ad accendere il pc per sentire un po’ di musica che dalla camera di Giovanni partirono note reggae, quelle che ti fanno fare il letto piegando ginocchia e bacino.
Alice approfittò dell’aria e della musica che da una stanza passavano all’altra per via della corrente, ma al primo attimo di silenzio alzò il volume del suo pc in un botta e risposta di pezzi che lì portò in tutte le direzioni musicali possibili sino alla Mannoia che fa Sally, cantata a squarciagola.
Erano dei folli tra pulizie, musica e creatività.
Più tardi Giovanni, coperto di vernice propose un pranzo, e poi un caffè e poi una sigaretta, finché stanchissimi si sedettero sul balcone a leggere su dei comodi piccoli sofà blu.
Alice non si aspettava di venire calcolata così tanto dal coinquilino quel giorno: sarebbe dovuta andare in un posto nel pomeriggio, ma decise che poteva andare bene così, lì in quel momento, su quel sofà, non stava affatto male.
Nel silenzio della lettura la lavatrice sbottò. Le venne in mente che avrebbe voluto stenderli sul tetto i panni! Più che altro per vedere il tetto, lo voleva dal primo giorno.
Ci mise un po’ a convincere Giovanni, ormai praticamente disteso sul sofà.
La porta si aprì e Alice che per certe cose andava matta lo ringraziò spasmodicamente, non mancando di punzecchiarlo per la sua innata pigrizia, dicendo che con quei 16 gradini l’aveva resa la più felice al mondo.
Percorse il perimetro tre volte: la visuale era parecchio coperta da altri palazzi, ma si vedevano bene i colli, in fondo, tra le antenne, le nuvole spumiglia e il cielo vicinissimo.
E il punto di vista cambia, l’altezza isola dal mondo.
La vide come un essere autentico. La semplicità del suo stupore, il suo profumo e quello chignon buffo, era bella e odorava di lavanda o cocco. Giovanni non lo sapeva più una volta che ce l’aveva così vicina. L’attrasse a sé, le mise una mano sulla bocca in segno di silenzio e poi la baciò, piano in un tumulto del cuore.
Immersa nel mare di antenne, Alice che capiva sempre dopo i messaggi della sua intuitività, vide qualcosa in Giovanni che le piacque da morire, ma sentì anche un vago senso di inquietudine, come prima di fare un salto nel vuoto.
Cosa chiede a questo punto Alice a Giovanni?
- Chiede a Giovanni se sia il caso di fare quello che stanno facendo visto che sono coinquilini, due cioè, che dovranno vivere sotto lo stesso tetto. (27%)
- Gli chiede che cosa ci sia tra lui e Marta. (20%)
- Non approfondisce questioni scottanti e gli chiede di uscire insieme quella sera. (53%)

08/01/2014 at 11:20
Finalmente! Non ci speravo più… Finale aperto! Me lo sentivo!Comunque bello, sono felice che hai concluso il ciclo, ora qualcos’altro ti aspetta! Ci vediamo:)
08/01/2014 at 00:39
Meglio tardi che mai…!Ma ecco il finale. Grazie a tutti per questo bel viaggio, durato tanto lo so, (più di una gestazione), ma proprio per questo sempre ricco dei vostri consigli e dei vostri racconti! A presto 🙂
15/11/2013 at 11:15
Voto per il mistero: qualcosa o qualcuno glielo impediscono!
23/10/2013 at 22:53
Anche io sono per qualcuno o qualcosa glielo impedì….aspettiamo!! 🙂
24/10/2013 at 17:03
Cosa proponi come impedimento? 🙂
23/10/2013 at 16:57
Direi che a questo punto un messaggio in più o in meno non è rilevante!
23/10/2013 at 16:41
Qualcuno o qualcosa glielo impedí..
Stupiscici.. 😉
23/10/2013 at 16:00
Ciao, è la prima volta che commento il tuo racconto e mi dispiace di essere arrivata così tardi perché ormai è quasi finito 🙁
Se ti va dai un occhiata alla mia storia…
23/10/2013 at 16:14
Ciao! Grazie di essere passata, passerò senz’altro! Ciao a presto 🙂
25/09/2013 at 00:15
Eccomi!! Un bel confronto post pic nic non guasterebbe!!
24/09/2013 at 23:35
Concordo… Giovanni! 😉 Una storia molto bella.. Ti seguo e aspetto il prossimo episodio!!! 🙂
22/09/2013 at 12:10
Anche io voto per la stanza di Giovanni!!! Bella storia, ti seguo!
24/09/2013 at 17:22
Grazie mille!!! 🙂 Giovanni 10 resto del mondo 0… :))
21/09/2013 at 11:11
Nella stanza di Giovanni… assolutamente!
… wow!
Ti seguo 😉
21/09/2013 at 11:27
Ciao! Grazie per il wow e grazie per essere passata! Quasi tutti per Giovanni quindi…. !!Chissà chissà! 🙂
12/09/2013 at 21:00
I picnic mi piacciono. I post ancora di più, quando lo stomaco annaffiato dal vinello comunica alla testa che è ora di schiacciare un pisolino.
17/09/2013 at 00:03
Eh eh infatti anche a me…:)
12/09/2013 at 17:15
Nella stanza di Giovanni, a farci un po’ gli affari suoi.
17/09/2013 at 00:06
siiiii!! 🙂
12/09/2013 at 14:56
Giovanni ha saputo nascondersi dietro un sorriso sterile
ma siamo sicuri che dietro quel sorriso e quella indifferenza non ci sia nulla?
Magari una volta solo nella sua camera…
12/09/2013 at 15:45
Anche secondo me qualcosa c’è…bisogna capire perché si tira indietro! Grazie per essere passata! 🙂
12/09/2013 at 15:53
e di che ?
sempre un piacere 🙂
se hai tempo passa anche tu
i consigli sono sempre graditi
soprattutto da una come me alle prime armi XD
12/09/2013 at 15:55
e di che ?
sempre un piacere 🙂
se hai tempo e può farti piacere passa anche tu
i consigli sono sempre graditi
soprattutto da una come me alle prime armi XD
17/09/2013 at 00:04
A volte si pensa di sapere cosa possano pensar gli altri ma poi si prende una gran cantonata e non ci si spiega il perché, chissà che Giovanni abbia voglia di dircelo!
11/09/2013 at 23:39
Giovanni dovrà fare i conti con il lettore e allora, vediamo che pensa..
12/09/2013 at 15:55
Già, ormai le scelte di Giovanni hanno i minuti contati…!!:)
11/09/2013 at 20:46
Bell inizio sono ancora al numero UNO ..bello interessante!
12/09/2013 at 16:49
Grazie! Se ce la fai, arriva all’ottavo così mi suggerisci come continuare!! 🙂 La fine del racconto è vicina!!
09/09/2013 at 13:28
Roberto e Alice.
D.
12/09/2013 at 16:48
Et voilà!
12/06/2013 at 09:26
Io vorrei sentire cos’ha da dire Roberto! Vediamo… 🙂