Dove eravamo rimasti?
Sette.Giovanni quei panni li stendeva davvero male. In compenso baciava benissimo.
Le piastrelle del tetto erano caldissime e Alice ci stava seduta sopra con la schiena appoggiata ad un muro, lui le baciava un braccio. Poi il collo. La bocca.
Ridevano parlando di quello che stava succedendo. Erano sorpresi, Alice rideva sonoramente e lui le mordicchiava i lobi delle orecchie. Imparava il suo profumo. Che aveva da ridere? Li aveva stesi bene i panni!
La bicicletta sfrecciava in contromano e per poco col ginocchio Alice non si portò a casa lo specchietto di un’auto parcheggiata. Inutile dire che il vestito a fiori si alzava col vento e nonostante Alice, che si stava maledicendo per quella scelta, trattenesse la gonna con le mani aperte, sentiva le cosce rinfrescarsi inesorabilmente.
Il ghigno di Giovanni ne era la conferma.
Giovanni pedalava e manteneva la stessa velocità del tram che a ogni fermata gli lasciava del vantaggio per poi rimangiarselo barrendo rauco e ferroso dopo pochi metri.
Frenando, la bici fischiò e arrivarono a destinazione.
Era una piccola vineria, con una vecchia insegna. Sul bancone carciofi alla romana e altri sottoli e pane casereccio. Presero un po’ di tutto e due bicchieri di vino che sorseggiarono sugli scalini adiacenti il negozio.
Era il momento di togliersi quel sassolino dalla scarpa. Pungeva.
“Senti, Jhon, ma… con Marta com’è andata a finire poi? Vi ho visti abbastanza vicini quel giorno e poi, non ti si vedeva più a casa, ho immaginato che vi foste rimessi insieme…”
Si pentì. Forse non voleva sapere.
“C’era stato un ritorno della cosa, in effetti, ma poi abbiamo rotto. Sarebbe stato un prolungare qualcosa destinato a rompersi, è da due anni che andiamo avanti così. Litighiamo troppo, io ho voglia di stare tranquillo, non posso stare dietro alle sue paranoie o cercarla quando sparisce per giorni e fare finta di niente quando ritorna, insomma, è un anno che vivo come un pazzo e ora voglio solo un po’ di pace…”
Questo poteva dire due cose: che lui voleva solo divertirsi o che non voleva saperne di altre storie, o…Bè ma che importava? Adesso erano li e aveva voglia di passare il tempo con lui, solo questo sapeva. Non andò oltre e si accontentò delle sue risposte.
Ripresero la bici, andavano velocissimi e per poco non caddero davanti all’entrata del locale. C’era già una discreta folla all’ingresso. Legarono la bici a un palo e mentre facevano la fila lui le diede un altro di quei baci, e la tirò a sè. Suonavano i Muro del canto, di gente ce n’era ma senza ressa, parevano tutti rilassati, contenti di stare a mezze maniche. La coda si smaltì e in poco tempo entrarono.
Gli amici di Giovanni, due ragazze e un ragazzo, erano già là, Alice che non li conosceva iniziò a parlarci, quando vide con la coda dell’occhio una ragazza che le pareva di conoscere, ma non ci badò più di tanto.
“Alice?!” Si voltò e vide Alex, la ragazza che aveva visto prima era una sua amica, ed era lì con lui.
“Ciao Alex!” Presentò Giovanni e ci poi stette a parlare per un pò. Che cosa ci faceva a Roma, e perché non gliel’aveva detto e come andavano gli esami eccetera eccetera.
Era colpita da quella coincidenza, ma era fiera per come aveva gestito la cosa. La stronza probabilmente era una delle sue tante amiche, ma ad Alice non importava più. Davvero.
Solo, si accorse di essere irrimediabilmente arrossita quando Giovanni gli chiese chi era quello.
Un amico? Ma di dove? E perché è a Roma? E che amico è?
Alice apprezzò la cauta gelosia, lo ricambiò con un bacio lunghissimo.
E fanculo Alex.
La sensazione che stava cominciando qualcosa Alice la sentiva così netta che pensava di poterla vedere, toccare, aveva un profumo e un nome ed era di fianco a lei, in quel locale, e gli prendeva la mano.
“Fermati!” Lo fece accostare al fioraio che alle tre era ancora aperto. Ti prego, ti prego devo assolutamente prendere dei fiori, che quelli nella mia stanza sono secchi! Che fiori?
Quelli!
“Ok. Due girasoli per favore!
Domenica pomeriggio. Chi parla con chi nella casa di Alice?
- Roberto (l’altro coinquilino) e Alice. (39%)
- Giovanni e Marta. (33%)
- Alice e un’amica. (28%)

08/01/2014 at 11:20
Finalmente! Non ci speravo più… Finale aperto! Me lo sentivo!Comunque bello, sono felice che hai concluso il ciclo, ora qualcos’altro ti aspetta! Ci vediamo:)
08/01/2014 at 00:39
Meglio tardi che mai…!Ma ecco il finale. Grazie a tutti per questo bel viaggio, durato tanto lo so, (più di una gestazione), ma proprio per questo sempre ricco dei vostri consigli e dei vostri racconti! A presto 🙂
15/11/2013 at 11:15
Voto per il mistero: qualcosa o qualcuno glielo impediscono!
23/10/2013 at 22:53
Anche io sono per qualcuno o qualcosa glielo impedì….aspettiamo!! 🙂
24/10/2013 at 17:03
Cosa proponi come impedimento? 🙂
23/10/2013 at 16:57
Direi che a questo punto un messaggio in più o in meno non è rilevante!
23/10/2013 at 16:41
Qualcuno o qualcosa glielo impedí..
Stupiscici.. 😉
23/10/2013 at 16:00
Ciao, è la prima volta che commento il tuo racconto e mi dispiace di essere arrivata così tardi perché ormai è quasi finito 🙁
Se ti va dai un occhiata alla mia storia…
23/10/2013 at 16:14
Ciao! Grazie di essere passata, passerò senz’altro! Ciao a presto 🙂
25/09/2013 at 00:15
Eccomi!! Un bel confronto post pic nic non guasterebbe!!
24/09/2013 at 23:35
Concordo… Giovanni! 😉 Una storia molto bella.. Ti seguo e aspetto il prossimo episodio!!! 🙂
22/09/2013 at 12:10
Anche io voto per la stanza di Giovanni!!! Bella storia, ti seguo!
24/09/2013 at 17:22
Grazie mille!!! 🙂 Giovanni 10 resto del mondo 0… :))
21/09/2013 at 11:11
Nella stanza di Giovanni… assolutamente!
… wow!
Ti seguo 😉
21/09/2013 at 11:27
Ciao! Grazie per il wow e grazie per essere passata! Quasi tutti per Giovanni quindi…. !!Chissà chissà! 🙂
12/09/2013 at 21:00
I picnic mi piacciono. I post ancora di più, quando lo stomaco annaffiato dal vinello comunica alla testa che è ora di schiacciare un pisolino.
17/09/2013 at 00:03
Eh eh infatti anche a me…:)
12/09/2013 at 17:15
Nella stanza di Giovanni, a farci un po’ gli affari suoi.
17/09/2013 at 00:06
siiiii!! 🙂
12/09/2013 at 14:56
Giovanni ha saputo nascondersi dietro un sorriso sterile
ma siamo sicuri che dietro quel sorriso e quella indifferenza non ci sia nulla?
Magari una volta solo nella sua camera…
12/09/2013 at 15:45
Anche secondo me qualcosa c’è…bisogna capire perché si tira indietro! Grazie per essere passata! 🙂
12/09/2013 at 15:53
e di che ?
sempre un piacere 🙂
se hai tempo passa anche tu
i consigli sono sempre graditi
soprattutto da una come me alle prime armi XD
12/09/2013 at 15:55
e di che ?
sempre un piacere 🙂
se hai tempo e può farti piacere passa anche tu
i consigli sono sempre graditi
soprattutto da una come me alle prime armi XD
17/09/2013 at 00:04
A volte si pensa di sapere cosa possano pensar gli altri ma poi si prende una gran cantonata e non ci si spiega il perché, chissà che Giovanni abbia voglia di dircelo!
11/09/2013 at 23:39
Giovanni dovrà fare i conti con il lettore e allora, vediamo che pensa..
12/09/2013 at 15:55
Già, ormai le scelte di Giovanni hanno i minuti contati…!!:)
11/09/2013 at 20:46
Bell inizio sono ancora al numero UNO ..bello interessante!
12/09/2013 at 16:49
Grazie! Se ce la fai, arriva all’ottavo così mi suggerisci come continuare!! 🙂 La fine del racconto è vicina!!
09/09/2013 at 13:28
Roberto e Alice.
D.
12/09/2013 at 16:48
Et voilà!
12/06/2013 at 09:26
Io vorrei sentire cos’ha da dire Roberto! Vediamo… 🙂