LA STANZA DEI GIRASOLI

Dove eravamo rimasti?

Cosa chiede a questo punto Alice a Giovanni? Non approfondisce questioni scottanti e gli chiede di uscire insieme quella sera. (53%)

Sette.Giovanni quei panni li stendeva davvero male. In compenso baciava benissimo.
Le piastrelle del tetto erano caldissime e Alice ci stava seduta sopra con la schiena appoggiata ad un muro, lui le baciava un braccio. Poi il collo. La bocca.
Ridevano parlando di quello che stava succedendo. Erano sorpresi, Alice rideva sonoramente e lui le mordicchiava i lobi delle orecchie. Imparava il suo profumo. Che aveva da ridere? Li aveva stesi bene i panni!

La bicicletta sfrecciava in contromano e per poco col ginocchio Alice non si portò a casa lo specchietto di un’auto parcheggiata. Inutile dire che il vestito a fiori si alzava col vento e nonostante Alice, che si stava maledicendo per quella scelta, trattenesse la gonna con le mani aperte, sentiva le cosce rinfrescarsi inesorabilmente.
Il ghigno di Giovanni ne era la conferma.
Giovanni pedalava e manteneva la stessa velocità del tram che a ogni fermata gli lasciava del vantaggio per poi rimangiarselo barrendo rauco e ferroso dopo pochi metri.
Frenando, la bici fischiò e arrivarono a destinazione.
Era una piccola vineria, con una vecchia insegna. Sul bancone carciofi alla romana e altri sottoli e pane casereccio. Presero un po’ di tutto e due bicchieri di vino che sorseggiarono sugli scalini adiacenti il negozio.
Era il momento di togliersi quel sassolino dalla scarpa. Pungeva.
“Senti, Jhon, ma… con Marta com’è andata a finire poi? Vi ho visti abbastanza vicini quel giorno e poi, non ti si vedeva più a casa, ho immaginato che vi foste rimessi insieme…”
Si pentì. Forse non voleva sapere.
“C’era stato un ritorno della cosa, in effetti, ma poi abbiamo rotto. Sarebbe stato un prolungare qualcosa destinato a rompersi, è da due anni che andiamo avanti così. Litighiamo troppo, io ho voglia di stare tranquillo, non posso stare dietro alle sue paranoie o cercarla quando sparisce per giorni e fare finta di niente quando ritorna, insomma, è un anno che vivo come un pazzo e ora voglio solo un po’ di pace…”
Questo poteva dire due cose: che lui voleva solo divertirsi o che non voleva saperne di altre storie, o…Bè ma che importava? Adesso erano li e aveva voglia di passare il tempo con lui, solo questo sapeva. Non andò oltre e si accontentò delle sue risposte.

Ripresero la bici, andavano velocissimi e per poco non caddero davanti all’entrata del locale. C’era già una discreta folla all’ingresso. Legarono la bici a un palo e mentre facevano la fila lui le diede un altro di quei baci, e la tirò a sè. Suonavano i Muro del canto, di gente ce n’era ma senza ressa, parevano tutti rilassati, contenti di stare a mezze maniche. La coda si smaltì e in poco tempo entrarono.
Gli amici di Giovanni, due ragazze e un ragazzo, erano già là, Alice che non li conosceva iniziò a parlarci, quando vide con la coda dell’occhio una ragazza che le pareva di conoscere, ma non ci badò più di tanto.
“Alice?!” Si voltò e vide Alex, la ragazza che aveva visto prima era una sua amica, ed era lì con lui.
“Ciao Alex!” Presentò Giovanni e ci poi stette a parlare per un pò. Che cosa ci faceva a Roma, e perché non gliel’aveva detto e come andavano gli esami eccetera eccetera.
Era colpita da quella coincidenza, ma era fiera per come aveva gestito la cosa. La stronza probabilmente era una delle sue tante amiche, ma ad Alice non importava più. Davvero.
Solo, si accorse di essere irrimediabilmente arrossita quando Giovanni gli chiese chi era quello.
Un amico? Ma di dove? E perché è a Roma? E che amico è?
Alice apprezzò la cauta gelosia, lo ricambiò con un bacio lunghissimo.
E fanculo Alex.
La sensazione che stava cominciando qualcosa Alice la sentiva così netta che pensava di poterla vedere, toccare, aveva un profumo e un nome ed era di fianco a lei, in quel locale, e gli prendeva la mano.

“Fermati!” Lo fece accostare al fioraio che alle tre era ancora aperto. Ti prego, ti prego devo assolutamente prendere dei fiori, che quelli nella mia stanza sono secchi! Che fiori?
Quelli!
“Ok. Due girasoli per favore!

Domenica pomeriggio. Chi parla con chi nella casa di Alice?

  • Roberto (l’altro coinquilino) e Alice. (39%)
    39
  • Giovanni e Marta. (33%)
    33
  • Alice e un’amica. (28%)
    28
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150 Commenti

  • Amaranta, non smetto di leggere..è come una droga..non riesco a non farne a meno!
    Sei bravissima, continua così!! E anche se le persone criticano il tuo modo di scrivere non ascoltarle! Difendi sempre le tue parole, le tue idee..non perchè siano giuste ma perchè sono tue.
    Complimenti!!

  • Sorry per il ritardo!! Per fortuna sono arrivata in tempo prima del nuovo episodio…Anch’io voto per Roberto che potrebbe dirci qualcosa in più su questo Giovanni, (che in fondo in fondo non mi convince)…A presto!!!

  • Più vado avanti a leggerlo più mi emoziono, sembra che la protagonista sia io, prende tantissimo. Sei stata bravissima fino ad adesso! Continua così Amaranta e deliziaci con i tuoi racconti.
    Un bacio,
    Charol.

  • Dai, vediamo la ex che combina, cosa ci racconta.
    “quella che prima era la cucina ed ora invece era uno spazio d’incertezza fatto solo delle loro parole”, questo passaggio qui mi è piaciuto tantissimo, così come la conclusione del capitolo, con quei due che, prima di salutarsi, se ne stanno sulla terrazza a chiacchierare fino alle 2. Bello.

    D.

  • Mi piace quando esce e respira e cerca sollievo nelle persone che incontra, la estenderei questa parte per quanto mi vien voglia di approfondirla.
    La storia si fa molto interessante, la dimensione coinquilini, la camera scelta a scatola chiusa con i girasoli appassiti e i riferimenti alle serie tv.
    Ti seguo ancora e con piacere 😉

    Ho votato per il vecchio amico romano. Magari ci si potrà rivedere.

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