Dieci rintocchi

Dove eravamo rimasti?

Cosa fa Maris a Firenze? Vuole sapere chi è il mandante (44%)

Il contatto

Arrivò a Firenze nel tardo pomeriggio. Era piovuto e l’aria era cambiata. Maris lasciò in fretta la stazione e si diresse alla fermata degli autobus.

Le istruzioni che aveva ricevuto erano molto dettagliate, le aveva imparate a memoria e aveva fatto sparire il biglietto.

Gli piaceva sentire di nuovo l’accento toscano, la “c” non riuscivano proprio a pronunciarla. Alla fermata c’era una ragazza che non gli toglieva gli occhi di dosso. Fingeva di guardare le vetrine oltre il marciapiede, invece guardava lui.

Maris sapeva di piacere alle donne, ma non voleva dare nell’occhio. Si alzò il bavero della giacca e indossò gli occhiali con la montatura di tartaruga. Con il cappello di feltro sembrava un ragioniere che aveva appena lasciato l’ufficio. La ragazza salì sullo stesso autobus ma si sistemò in fondo, vicino a un ragazzo con gli anfibi dimenticandosi di lui.

Maris si concentrò sulle prossime mosse: stava per incontrare il contatto; ne conosceva un bel po’, calcolò che c’erano buone probabilità che fosse qualcuno che aveva già incontrato.

Scese dall’autobus davanti all’ospedale e prese una via in salita lastricata di sampietrini. I lampioni era già accesi, illuminavano le mura aggredite dal muschio e ferite dai writers.

Il contatto era fermo in una Lancia Thema parcheggiata subito dopo l’incrocio. Maris entrò e la macchina partì.

– Guarda nel cruscotto – disse l’uomo senza togliere gli occhi dalla strada.

Maris prese una fiaschetta di metallo.

– Vodka, Mijail?

Bevvero entrambi mentre la Lancia raggiungeva un garage con il cancello automatico.

– Ti devo parlare prima di salire – disse Maris.

– So già tutto, so chi è lei.

Mijail uscì dalla macchina e chiuse il garage alle loro spalle.

– Non ti posso aiutare.

– Cristo! Se ti chiedessero di uccidere Selma, lo faresti?

Mijail lo prese per la gola e lo spinse in un angolo.

– Credi non lo sappia? Fai il tuo lavoro, cazzo, ti sei rammollito.

– Dimmi il nome – sibilò Maris a denti stretti senza liberarsi dalla presa.

Mijail lo lasciò andare.

– Ci aspettano – disse soltanto.

– Non lo sai – disse Maris. -Stavolta non ti hanno informato.

Perché?

Chi è a capo dell'organizzazione?

  • Un mafioso (5%)
    5
  • Un massone (45%)
    45
  • Un ex agente segreto (50%)
    50
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

376 Commenti

  • Ci sono persone che sono in grado di darti la felicità e l’infelicità nello stesso momento e questo dualismo uccide. Si cerca di andare avanti nonostante tutto e di dare un senso alla propria vita. Ma poi ti accorgi che è tutto vano, quasiasi sforzo, qualsiasi tentativo, non ti restituiranno più ciò che eri, ciò che avevi. La morte fisica è il completamento di un’opera che qualcuno ha iniziato molto tempo prima.
    Il veleno a volte ha un nome e un cognome.

          • Accetto la tua decisione, come potrei oppormi?
            Ma d’altro canto, permettimi di dire che una delle cose più importanti di essere parte di una comunità è l’interazione, lo scambio di opinioni, per una crescita individuale e collettiva, per lo sviluppo di una coscienza critica, per il semplice piacere di conoscere persone con cui si condivide un interesse che – spesso e volentieri – nella vita non abbiamo in comune con i nostri amici, parenti e compagni di vita, che magari fanno altro.
            Perdere questo privilegio è un po’ morire.
            Ti abbraccio.

          • Dopo cinque anni ho ricevuto un messaggio dalla persona che mi ha rovinato la vita: “Ciao, ho visto il tuo profilo FB, mi piace la tua nuova foto. Ho letto tutti i racconti. Baci”. La stessa persona che una mia amica aveva definito “veleno”. Ho cancellato il profilo FB e ho smesso di usare il mio nome. Continuo a scrivere usando nickname ogni volta diversi e sapendo che c’è una persona da qualche parte che continua a cercare. Una presenza costante che non se ne andrà.
            Ma va bene così, si va avanti comunque, ormai la mia strada l’ho presa, non tornerò indietro e lui questo lo sa benissimo.

  • Finalmente eccomi a leggere il finale. Complimenti, Gattopardo, una storia che mi ha colpito e che ho seguito sempre con grande interesse. I tuoi capitoli più brevi del solito hanno trasmesso tanto. E anche gli ultimi dieci rintocchi, nel leggerli, mi hanno portato a rallentare la lettura, a voler dilatare quel tempo, quello spazio tra le righe. Fino all’ultimo, inevitabile brindisi. E poi il blu.
    Ancora complimenti, è stato un vero piacere seguirti. Spero di poterti rileggere, anche se ho letto qui sotto che non scriverai più. E’ così?

  • Spettacolare davvero questo finale. Bellissimo l’addio di Anais alla vita, bellissima la speranza di salvarla che Maris porta con se fino alla fine. E infine è stupendo questo racconto, è bello vedere che ci sono persone capaci di emozionare e di comunicare così tanto con così pochi caratteri come fai tu. A dispiacermi non è la morte di Anais, la sua è stata una scelta coraggiosa e una fine alla quale sarebbe comunque giunta entro breve tempo con ben più atroci sofferenze. A farmi dispiacere è la fine di questo racconto, di una bellezza così semplice da risultare disarmante. Complimenti ancora una volta, spero di rileggerti presto!

    • Ciao Holy, vedo che hai recuperato alla grande. Carlo avrebbe perso comunque la moglie, ma lei avrebbe sofferto troppo. Lasciare andare la persona amata è una forma di amore, forse la più grande perché per molti di noi è inconcepibile. I dieci rintocchi erano doverosi dato il titolo, anche se in finale che avevo in mente non era questo. Grazie per avermi letto e per i commenti a grappolo 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi